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Data: 19/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Prodi ora ascolti il popolo della pace» La sinistra radicale chiede al premier di cambiare rotta sulla base americana

Fassino tenta di mediare: una revoca non è possibile, ma c'è spazio per discutere le modalità»

ROMA. Non demorde la sinistra radicale il giorno dopo la «pacifica» manifestazione di Vicenza contro la base americana e nella maggioranza il dibattito non si ferma. I toni sono soft, ma tra sinistra radicale e quella riformista i contenuti dimostrano posizioni ancora lontane, con Piero Fassino che media. Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti italiani e sinistra Ds chiedono a Romano Prodi di ascoltare l'appello dei comitati vicentini, che dicono ?no' all'ampliamento della base Usa. Mentre Udeur e socialisti si limitano a chiedere «aggiustamenti» al progetto di allargamento.
Per i riformisti della maggioranza parla Piero Fassino che respinge la richiesta di impedire l'ampliamento, ma accoglie l'ipotesi di dialogo per ridurre «l'impatto» delle nuove strutture. «Bisogna discutere, confrontarci, continuare a lottare», risponde Franco Giordano a chi gli chiede un commento sul ?niet' del premier a modificare la linea del governo. «Chiederemo a Prodi di incontrare le comunità locali di Vicenza», aggiunge il segretario del Prc.
Insomma, come spiega il capogruppo alla Camera Giovanni Russo Spena, per Rifondazione «è con i movimenti che il governo deve sapersi confrontare, molto più che non con la sinistra radicale».
Più netto Francesco Caruso che critica il premier per il fatto di «mantenere un atteggiamento di ?muro contro muro'» e ribadisce la necessità che sulla base si tenga un referendum cittadino. Parole molto simili a quelle di Fabio Mussi, della sinistra Ds. «Qualunque governo, e in particolare un governo di centrosinistra, deve ascoltare i movimenti, uno degli ingredienti più importanti della vita democratica», ha detto Mussi secondo il quale «da parte del governo sarebbe stata necessaria una riflessione in più».
Una posizione condivisa dal collega Cesare Salvi, per il quale «un governo serio e autorevole deve ascoltare e credo che il governo lo farà». Anche Pino Sgobio, dei comunisti italiani, chiede al governo di «prestare attenzione alla grande manifestazione e di ascoltare il popolo della pace, che si è espresso contro l'ampliamento della base Usa». Posizione in parte condivise dal socialista Roberto Villetti, che pur bollando come impossibile una «marcia indietro» sull'ampliamento, chiede al governo di «far accogliere alla Casa Bianca almeno alcuni aggiustamenti urbanistici». A tutti risponde il segretario dei Ds. E' «importante» che la manifestazione di Vicenza sia stata «serena e pacifica» sottolinea Fassino, secondo il quale se da una parte non ci sono «le condizioni per una revoca dell'autorizzazione all'insediamento della base», dall'altra c'è lo «spazio per discutere come deve essere realizzata». Tuttavia, aggiunge il leader diessino, se «nell'Unione è possibile avere posizioni diverse, anche in politica estera», nel momento del voto - ammonisce - la maggioranza deve ritrovare «responsabilità e compattezza».

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