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Pescara, 15/06/2026
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Data: 02/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Bersani nega qualsiasi trattativa sotto banco. E chiude ogni porta all’alleanza col Pdl: «Non esisterà mai». Napolitano: non rimarrò al Quirinale

Il capo dello Stato: votare di nuovo non mi interessa, importante è dare un nuovo governo all’Italia. Ionon posso più sciogliere le Camere e dubito che interessi al nuovo presidente»

ROMA Un governo di cambiamento con un programma di sette, otto punti, sul quale Pier Luigi Bersani intende chiedere la fiducia in Parlamento a chi ci sta. Il segretario del Pd, malgrado il reiterato no di Beppe Grillo, insiste nel cercare il dialogo con 5 stelle, ma Grillo e Casaleggio confermano la linea di chiusura totale. «Non voteremo la fiducia a nessuno», avverte Casaleggio mentre Grillo rincara definendo i democrat dei «molestatori» con la faccia come il c...». In attesa del rientro in Italia di Giorgio Napolitano, il segretario del Pd smentisce di aver in corso trattative segrete con il parlamentari grillini eletti in Senato per convincerli a votare la fiducia a un governo Bersani e boccia senza appello la linea di chi, anche tra i democratici, immagina un governissimo con il Cavaliere. «Nessuna trattiva nè calcoli sottobanco: il Pd gioca a viso aperto», dice Bersani molto irritato per alcune ricostruzioni giornalistiche. Quanto all’ipotesi di larghe intese avverte: «Non esiste e non esisterà mai». «In questi anni Berlusconi di ore di responsabilità ne ha avute a bizzeffe e le ha mancate tutte: la responsabilità lui non la concepisce al di fuori degli interessi suoi e dei suoi», spiega. A Grillo che conferma che i 5 stelle non voteranno la fiducia ma sceglieranno come schierarsi legge per legge il segretario democratico ricorda che un governo per nascere ha bisogno della fiducia «o non nasce per niente: ora sta a lui scegliere, il Paese va governato e non può essere lasciato alla sbando di fronte all’Europa e ai mercati». Bersani rilancia dunque un governo di responsabilità, convinto che spetti al Pd la prima parola «perché abbiamo la maggioranza e va rispettato l’esito del voto». Quanto all’agenda nei sette otto punti che proporrà in Parlamento il segretario cita alcune delle questioni care anche ai grillini: dalla ridiscussione in sede europea dei tempi di rientro dal debito e dal deficit perché «l’austerità da sola ci porta al disastro», alla questione sociale per passare dalle norme contro la corruzione, allo Sviluppo sostenibile, dai costi della politica al finanziamento dei partiti, al conflitto di interessi». Toccherà a Giorgio Napolitano cercare di superare l’impasse. Da Berlino intanto il capo dello Stato spazza via qualsiasi ipotesi di una sua permanenza al Quirinale. «Non esistono rporoghe, non esistono rielezioni a tempo, l’ho già detto tante volte non credo che sia onesto dire tranquilli posso fare il capo dello Stato fino a 95 anni». Quanto all’eventualità di tornare subito al voto Napolitano chiarisce: «Andare a votare di nuovo non mi interessa, l’importante è dare un nuovo governo all’Italia» dice spiegando che per quanto lo riguarda lui non ha più il potere di sciogliere le Camere e in ogni caso «dubito che il nuovo Presidente possa pensare solamente allo scioglimento». Il pallino ora è nelle sue mani. «Potremo superare le difficoltà» dice cercando di tranquillizzare i partner europei. Che farà Napolitano? Se il Pd insisterà nel proporre solo il nome del segretario come premier il capo dello stato potrebbe affidargli un mandato esplorativo. Se però Bersani non dovesse farcela, Napolitano potrebbe tentare la carta di un nuovo governo tecnico con un mandato limitato a poche riforme da fare subito. O provare a prorogare il governo di Mario Monti. Ma l’ipotesi non convince il Professore, certo che nè il Pd, nè il Pdl lavorino per una sua permanenza a palazzo Chigi.

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