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Pescara, 15/06/2026
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Data: 02/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Napolitano esclude bis ed elezioni subito. Ultimo giorno di visita di Stato in Germania: «Pensiamo a dare un esecutivo all’Italia, non ho più poteri di scioglimento»

ROMA Mantiene i nervi saldi sulle prossime mosse istituzionali e i «boatos» di un possibile bis al Colle (sia pure a tempo) non lo scuotono più di tanto. Giorgio Napolitano ha concluso la difficile visita in Germania con l’attesa «lecture» alla prestigiosa Università berlinese Humboldt, ma non si sottrae, ancora una volta, alle domande dei giornalisti sull’intricata situazione italiana. Ribadisce un doppio «no»: ad una sua possibile rielezione al Colle e all’ipotesi di uno scioglimento immediato delle Camere; mentre l’obiettivo primario del dopo-voto è e resta la costituzione di un governo.
LA CARTA D’IDENTITÀ

Possibile che ci ripensi ed accetti una proroga del mandato? Risponde prontamente Napolitano: «Non esistono proroghe, non esistono elezioni a tempo, l’ho detto tante volte. La decisione è automatica. Quando sono finiti i sette anni bisogna scegliere un nuovo presidente». Soggiunge: «Non credo che sarebbe onesto dire che fino all’età di 95 anni io possa fare tranquillamente il capo dello Stato, la carta d’identità conta». E così spiega il suo «no» ad una possibile ricandidatura: «Sono convinto che i costituenti concepirono il ruolo del Presidente della Repubblica solo a misura dei sette anni, e non è un caso che nessun presidente abbia fatto un secondo mandato, perché ci sono fattori di età e anche limitazioni dal punto di vista funzionale crescenti con l’età».
SEMESTRE BIANCO

E’ possibile un nuovo voto anticipato? «Andare a votare di nuovo, non mi interessa - taglia corto Napolitano - Io non ho potere di scioglimento delle Camere e dubito che un nuovo Presidente possa pensare solo a sciogliere le Camere». A ancora: «L’importante è vedere come dare un nuovo governo all’Italia. Nel merito non entro. Me ne occuperò più avanti».
Il capo dello Stato glissa anche quando gli viene chiesto un giudizio sul «piano» preannunciato in un’intervista da Bersani: «Non ho letto i giornali italiani». Ma non viene meno la sua fiducia sulla capacità del Paese di superare questa difficile prova: «Potremo superare le difficoltà che ci sono davanti nelle prossime settimane dando un’immagine giusta. Ogni volta che si vota, come in altri Paesi, in un processo democratico ci sono delle incognite. Siamo sereni e abbiamo fiducia nelle nostre potenzialità».
Nel suo intervento all’Univesità Humboldt, sono al centro i problemi dell’unità politica dell’Europa e del processo di formazione di una leadership europea. Napolitano ricorda la visione dei padri dell’Unione e parla del disincanto delle nuove generazioni, ma con una significativa puntualizzazione, cui non sono estranee le polemiche di questi giorni: «Non esprimo valutazioni, senza avere alcun titolo per farlo, sull’idoneità e qualità di chi è stato chiamato, specie se per volontà popolare, i più alti incarichi in governi nazionali e nelle istituzioni europee».
ISTITUZIONI IN CRISI

Nondimeno, l’analisi di Napolitano non fa sconti: è ineludibile affrontare la crisi di legittimazione delle istituzioni democratiche, la questione delle regole e della rappresentanza nell’Ue. Serve una leadership politica collegiale più forte, dotata di una volontà comune, anche perché in un’Europa che «ha abbracciato i valori di un’economia sociale e di mercato non si può non lanciare l’allarme per il configurarsi di una grave questione sociale». Insomma, c’è poca occupazione e se è vero che siamo tutti nella stessa barca - osserva Napolitano - sarebbe lecito attendere un impulso espansivo anche da parte della Germania. Perché nessun singolo Stato europeo può reggere da solo le sfide di oggi, neanche il Regno unito, magari puntando sulle rendite di posizione del passato.

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