ROMA La conferma della condanna a quattro anni di carcere, più 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 3 dagli uffici direttivi di impresa, così come aveva stabilito lo scorso ottobre il Tribunale di Milano. Più dieci milioni di euro di provisionale all’Agenzia delle Entrate quale parte civile. Queste le richieste avanzate ieri nell’aula del processo d’appello “diritti Mediaset” per «l’imputato Berlusconi Silvio» dal procuratore generale di Milano, Laura Bertolè Viale. Il rappresentante della Pubblica accusa ha chiesto 3 anni e 4 mesi anche per Fedele Confalonieri e 3 anni di per Marco Colombo e Giorgio Dal Negro, anche loro assolti in primo grado con la formula «il fatto non costituisce reato». Il processo dovrebbe andare a sentenza il 23 marzo, ma se la corte - che ieri si è riservata - dovesse decidere di concedere una rogatoria per sentire negli Usa il coimputato Frank Agrama, i tempi potrebbero allungarsi. Il giudizio Mediaset non è l'unico che potrebbe arrivare a verdetto entro fine mese, dopo i molteplici rinvii per legittimo impedimento e le sospensioni per motivi elettorali concesse nelle scorse settimane dai giudici milanesi. Lunedì 4 marzo, con la deposizione-chiave del pm minorile Annamaria Fiorillo, si ritornerà nell'aula del dibattimento sul caso Ruby, la giovane marocchina ospite delle feste ad Arcore e che è costata all'ex capo del governo due accuse: concussione e prostituzione minorile. Stando al programma, già modificato su istanza della difesa, la requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del pm Antonio Sangermano, che era attesa per gennaio, dovrebbe tenersi entro il 18 marzo in una delle udienze aggiunte dal collegio. In dirittura d’arrivo c’è poi il procedimento con al centro l'ormai nota intercettazione Fassino-Consorte («Abbiamo una banca?») avvenuta in piena scalata a Bnl da parte di Unipol e pubblicata da “Il Giornale” della famiglia Berlusconi quando era ancora coperta dal segreto istruttorio. Qui per l'ex premier era stato chiesto un anno di carcere, mentre per il fratello Paolo tre anni e tre mesi di reclusione dovendo lui rispondere non solo di concorso in rivelazione nel segreto d'ufficio, ma anche di ricettazione.Fermo dallo scorso 17 gennaio a un passo dalla sentenza, riprendere venerdì 7.