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Data: 02/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
L’Abruzzo in piazza contro Ombrina. Chiodi: giovedì dirò il mio no al ministero. Il Wwf: ecco la lettera che smentisce il governatore (Guarda il documento)

Legnini: rivolgiti alla Procura. Il 14 aprile manifestazione regionale di protesta

CHIETI Arriva a Roma la vicenda legata all’autorizzazione per la piattaforma petrolifera Ombrina mare a largo delle acque abruzzesi di fronte alle coste del futuro parco nazionale della costa teatina. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, incontrerà giovedì prossimo a Roma, il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, per conoscere i termini della vicenda «e per esprimere il proprio dissenso a questa operazione». Lo ha annunciato lo stesso governatore, nel corso dell’assemblea pubblica, organizzata da Confcommercio e Wwf, che si è svolta, ieri pomeriggio, nella sede del Camera di commercio di Chieti. L’assemblea ha anche deciso che il 14 aprile prossimo si terrà una manifestazione pubblica contro il progetto di estrazione del petrolio da parte della società Medoilgas Italia. Oltre 400 persone hanno partecipato ieri alla riunione contro la piattaforma Ombrina mare. Una platea variegata, costituita da rappresentanti di associazioni, semplici cittadini, sindaci della costa chietina, esponenti politici e anche l’arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte. A moderare ci sono il presidente del Wwf, Luciano Di Tizio, e quello della Confcommercio provinciale, Angelo Allegrino. Le contestazioni si fanno forti quando inizia a parlare Chiodi, convocato per dare risposte ai cittadini della costa. Il governatore spiega di non aver mai ricevuto dal ministero dell’Ambiente una lettera che sollecitasse il parere della Regione. Un documento che risulta spedito da Roma, con tanto di numero di protocollo, ma che pare non essere mai arrivato all’Aquila: se è arrivato, gli impiegati della Regione addetti alla corrispondenza, non lo hanno sottoposto all’attenzione di Chiodi. E’ la tesi del governatore che a supporto di essa esibisce una lettera del direttore del settore, Antonio Sorgi, che lo attesta. Chiodi rassicura: «Impediremo Ombrina Mare, è una questione meno complessa del Centro Oli. Siamo ancora in tempo perché dobbiamo esprimere un parere consultivo, che può avere il suo ruolo. Ma dobbiamo cambiare la legge affinché venga salvaguardata la costa fino a 12 miglia: questa è la nostra richiesta realistica». La platea, però, grida che non basta, che il mare Adriatico va salvato. È Giovanni Legnini a sollecitare una denuncia alla procura, perché «il ministero scrive che la Regione non ha inviato alcun parere e allora saremmo in presenza di un falso in atto pubblico. Non è possibile», continua, «che un tema di questo rilievo si fondi su un equivoco enorme. In più esiste una norma di legge vigente secondo cui “in ragione della straordinaria urgenza connessa alla necessità di tutela ambientale e del paesaggio” il parco va istituito o si nomina il commissario. Come può un ministero dell’ambiente esprimere un parere su questa materia ignorando la legge?». Il no al petrolio arriva anche dal neodeputato Gianluca Vacca, del Movimento 5 stelle, che chiede al presidente Chiodi di «aprire un’indagine interna sul pasticcio del documento». Contro Ombrina Mare si alza un coro bipartisan: Fabrizio Di Stefano, parlamentare delPdl, Camillo D’Alessandro, consigliere regionale del Pd, Giulio Sottanelli, neo-deputato montiano abruzzese, consiglieri regionali e rappresentanti dei comuni di fronte al quale dovrebbe sorgere la piattaforma.

Il Wwf: ecco la lettera che smentisce il governatore

PESCARA il Wwf ha divulgato la lettera del ministero su Ombrina con cui chiedeva il parere della Regione Abruzzo. La nota, che stando al governatore Gianni Chiod, non risulterebbe pervenuta al protocollo della Regione Abruzzo. La lettera (nella foto a sinistra) , a firma del direttore generale della Direzione generale per le Valutazioni Ambientali del ministero, Mariano Grillo, spiega il Wwf, «riporta il numero di protocollo in uscita del ministero Dva-2012-0016621 del 11/07/2012. La lettera è inviata alla Regione Abruzzo, direzione Parchi, territorio, ambiente e energia, Ufficio V.I.A., via Leonardo da Vinci 6, 67100 L'Aquila. Il responsabile della direzione è il Dr. Antonio Sorgi». «La nota del ministero», aggiunge il Wwf, «che ripercorre brevemente l'iter del procedimento, riattivato dal cosiddetto Decreto sviluppo, si chiude con la seguente frase “Si invita la Regione Abruzzo a voler far pervenire il proprio parere di competenza”». «Abbiamo dimostrato che la lettera che risulta ignota al presidente della Regione Chiodi esiste», dice il presidente del Wwf Abruzzo, Luciani Di Tizio (nella foto). «E' evidente che si tratta di un fatto assolutamente inquietante su cui far luce il prima possibile, visto che stiamo parlando di un progetto che, se non bloccato, cambierà il futuro dell'intera regione e che muove interessi da centinaia di milioni di euro. Si prendono decisioni ed escono addirittura decreti che riportano fatti che non sarebbero veritieri, visto che il massimo rappresentante della Regione Abruzzo sostiene che la lettera non è arrivata all'ente che presiede». Il Wwf, ha sapere infoltre, che «attiverà un accesso agli atti presso entrambi gli enti coinvolti, ministero dell'Ambiente e Regione Abruzzo, per verificare cosa esiste realmente agli atti, anche perché questa vicenda può avere enorme rilevanza anche ai fini del ricorso al Tar». Infine, il Wwf commenta l'altra nota divulgata, giovedì scorso, dal presidente Chiodi su Ombrina in cui si sostiene che «ha chiesto ad Alfano che, appena possibile, il Parlamento italiano faccia valere le disposizioni contenute nel decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, a firma dell'allora ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo” (i limiti più stringenti per la distanza delle piattaforme dalla costa, ndr)». «Le norme introdotte dal decreto legislativo 29 giugno 2010 n.128, detto decreto Prestigiacomo, richiamato dal presidente Chiodi», dice Di Tizio, «avevano bloccato Ombrina. Purtroppo sono state modificate dalla legge 134 del 2012 (conversione in legge del cosiddetto Decreto Sviluppo, votata da Pd, Pdl e Udc lo scorso agosto 2012) che ha riattivato la procedura di Ombrina. Pertanto non si capisce come l'onorevole Alfano possa far “valere” disposizioni che non esistono più. Probabilmente Chiodi si riferiva a norme da introdurre con nuove leggi da parte del parlamento neoeletto. Il decreto Prestigiacomo; ricorda, infine, il Wwf, «fu introdotto a seguito del disastro della piattaforma Deep Horizon nel golfo del Messico».

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