ROMA Quei «no» incrociati con reciproca delegittimazione lo hanno turbato, quegli scenari prefigurati da più parti, prima ancora dell’avvio delle consultazioni, lo hanno irritato. Ecco perché - appena tornato dalla difficile missione in Germania - Giorgio Napolitano ha preso carta e penna e ha dettato una nota per riportare un minimo di ordine e di serietà nel dibattito politico post-elettorale, invocando «responsabilità», «realismo» e «misura».
«Abbiamo tutti il dovere di salvaguardare l’interesse generale e l’immagine internazionale del Paese - ammonisce il capo dello Stato - evitando premature categoriche determinazioni di parte».
APPELLO ERGA OMNES
Un appello «erga omnes», ma che suona come una bacchettata nei confronti di tutti coloro che stanno precorrendo i tempi con programmi preventivi e con il rischio di rendere ancora più ingarbugliato e difficile il percorso per la formazione di un nuovo governo e quindi ancora più arduo il compito del capo dello Stato.
In sostanza, Napolitano ricorda a chi lo avesse dimenticato che qualunque decisione sull’attribuzione dell’incarico tocca soltanto a lui, per dettato costituzionale. Ed egli si «riserva ogni autonoma valutazione» nella sede più consona: «nella fase delle previste consultazioni formali con le forze politiche rappresentate in Parlamento». Sarà quello il momento in cui ciascuno si assumerà ogni responsabilità. Fino ad allora è bene non dare nulla di scontato. Ecco perché - pur ribadendo «attenzione» e «rispetto per ogni libero dibattito» - il Colle raccomanda misura e realismo «in questi giorni dedicati a riflessioni preparatorie». E non manca di sottolineare come «sulla stampa siano state affacciate le ipotesi più disparate circa le soluzioni da perseguire».
Naturalmente, Napolitano non fa nomi anche se probabilmente, in particolare, alcuni passaggi di recenti interviste di alcuni esponenti di spicco del Pd non gli sono piaciuti, così come il duello a distanza con Grillo e le speculazioni sul «governissimo» allarmano il Colle nella misura in cui rischiano di tagliare i ponti tra i contendenti prima del tempo. In questo senso va inteso il paletto presidenziale ad evitare «premature» determinazioni di parte.
IL TEMPO NECESSARIO
«Si utilizzi il tempo necessario per riflettere seriamente», precisano sul Colle a completamento del pensiero di Napolitano, la cui priorità resta quella di evitare scenari al buio e di favorire comunque la formazione di un governo, scongiurando il rischio di lasciare al suo successore lo scenario da incubo di un nuovo scioglimento anticipato delle Camere. Un governo - è evidente - in grado di poter contare sulla fiducia di entrambi i rami del Parlamento.
Insomma, bisogna analizzare con cautela le posizioni di tutti, senza preclusioni e senza anatemi, a cominciare dal Movimento 5 Stelle che sembra avere assunto una linea più pragmatica e costruttiva proprio verso lo stesso Napolitano.Una partita che impone saggezza nelle scelte e nei programmi proprio per non deludere le esigenze di cambiamento emerse dalle urne.
In tale contesto, riveste un’importanza relativa l’ipotesi di un’anticipazione di qualche giorno della convocazione delle nuove Camere, prevista per il 15 marzo.
Si tratterebbe di uno spostamento di tre giorni (al giorno 12) che dovrebbe essere sancito da un nuovo decreto del governo e poi sottoposto alla firma di Napolitano.
VERIFICHE E RICORSI
Per renderlo possibile devono verificarsi alcune condizioni (i presidenti delle Corti d’Appello devono proclamare i risultati dopo aver esaminato i vari ricorsi e inoltre gli eletti devono decidere sulle opzioni). Dunque, allo stato attuale, non vi è alcuna certezza sulla data dell’apertura delle Camere. Nel caso in cui si realizzassero queste condizioni, il Colle sarebbe ben felice di un’accelerazione tale da anticipare il momento della verità delle consultazioni e ridurre i tempi di questo dibattito snervante che rischia di far salire lo spread, allarmare i mercati e aumentare i timori dei nostri alleati europei.Mentre la preoccupazione del Quirinale (e non solo) è quella da far partire il più presto possibile un messaggio di stabilità.