Una mezza fumata bianca è arrivata in tarda serata: sull’ex Cofa Pd e maggioranza hanno trovato un accordo che ha trasformato l’ostruzionismo in aula, che ha caratterizzato l’intera mattinata di ieri, in una melina, in attesa che domani si possa ratificare il protocollo con la Camera di commercio, la Regione Abruzzo e la Provincia di Pescara. Durante la riunione a porte chiuse fra centrosinistra e governo cittadino, iniziata intorno alle 16 e durata quasi tre ore, si è trovato finalmente un punto d’incontro. Il Pd ha infatti assicurato che ritirerà i suoi emendamenti e voterà l’accordo di programma, purché la Camera fornisca un parere pro-veritate. Si tratta in sostanza di un documento, che dovrà essere firmato dal presidente Daniele Becci, che certifichi la trasparenza di questa operazione.
Il principale dubbio del centrosinistra, infatti, circa la limpidezza degli intenti espressi dalla Camera di commercio, riguarda in particolare l’aumento di volumetrie previste dalle legge a cui fa riferimento il protocollo, che permetterebbe di creare fabbricati ben più massicci di quelli contemplati dal Piano regolatore. L’assenza di un progetto da poter analizzare, poi, non ha fatto altro che aumentare i sospetti. Quindi, dietro la promessa che questo sia portato in consiglio una volta redatto e che sia conforme al Prg, i consigliere dell’opposizione hanno accettato di ratificare il protocollo. La loro richiesta non dovrebbe trovare ostacoli, considerate anche le ultime dichiarazioni di Becci, che si è detto disponibilissimo a portare in aula il progetto, una volta concluso il concorso di idee, e sgombra anche il campo da qualunque retropensiero. In questi giorni, infatti, qualcuno ha mormorato che dietro l’ostruzionismo cieco del Pd ci fossero ben altri interessi, rispetto a quelli della città, essendo l’area dell'ex Cofa di grande valore e sicuramente appetibile per qualunque privato. Se tutto andrà come previsto, dunque, e se gli uffici riusciranno a riscrivere rapidamente l'accordo, entro domani sera a mezzanotte, termine ultimo oltre il quale il protocollo decadrebbe, l’aula voterà e l'abbattimento dei vecchi capannoni che oggi deturpano una delle zone più belle di Pescara sarà realtà.
Resta, però, ancora un nodo da sciogliere. Maurizio Acerbo ha fatto sapere che Rifondazione non ritirerà i suoi 200 emendamenti, «poiché totalmente contraria all’operazione» e convinta della necessità di dover attendere il verdetto del Tar, che arriverà il 23 maggio prossimo, circa il ricorso contro la società Pescara Porto, che sta intervenendo su un’altra porizione di Waterfront. «Il consigliere Acerbo ha un pregiudizio di natura ideologica - commentato Lorenzo Sospiri (Pdl) -, ma un singolo non può opporsi al volere di 40 consiglieri». «I canali restano aperti verso l'opposizione - ha dichiarato invece l'assessore Antonelli -, ma vorrei che l’aula ratificasse subito il protocollo così come è».