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Data: 04/03/2013
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Bersani: «Grillo dica cosa vuole fare» E presenta in tv un programma in otto punti

Il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani (Ansa)Il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani (Ansa)
«Lo dico a Grillo che gioca a fare l'uomo mascherato: io non apro tavolini e non sto qui a scambiare le sedie. Ha un movimento che ha un terzo dei parlamentari, decida che vuole fare altrimenti andiamo tutti a casa, anche lui». Così il segretario del Pd Pierluigi Bersani intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Bersani ha escluso che vi siano state «conversazioni formali», «perchè io faccio quel che dico - ha proseguito - c'è un parlare tra noi e loro e si vede anche sulla rete». Il leader pd ha anche presentato gli 8 punti con i quali intende chiedere la fiducia in Parlamento. Otto punti, avverte, di «un programma di governo preciso, esigibile e limitato».

LA PRIMA PAROLA - «Abbiamo 460 parlamentari, il doppio della destra e il triplo di Grillo - ha detto Bersani -. Quindi la prima parola tocca a noi»,. «Abbiamo perso - ha aggiunto - , perchè abbiamo avuto un risultato sotto le aspettative».

IL RUOLO DI RENZI - E il leader dei democratici si è espresso anche su Renzi: «Deciderà lui che ruolo avrà quando vorrà con la direzione del partito, ma sicuramente un ruolo lo avrà. Non sottovaluto affatto il contributo che poteva dare Renzi, e abbiamo fatto apposta le primarie».

I PROGRAMMI - Nel M5S, «ci sono cose di sinistra e cose che non lo sono affatto. Grillo non vuole che un figlio di immigrati nato qui sia italiano e mi sembra molto tiepido sull'evasione fiscale. Questo non è di sinistra», ha spiegato Bersani. Con lui «ci sono punti di dissenso radicale. Chi vuol stare fuori da euro non sa cosa dice».

CONVERGENZA SUL QUIRINALE - «Dopo un presidente così non è semplicissimo trovare una soluzione ma penso che troveremo una convergenza, perchè in ultima analisi i numeri si possono trovare», ha poi detto Bersani circa il successore del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

IL FINANZIAMENTO AI PARTITI - Pier Luigi Bersani è favorevole a ridiscutere la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, ma si è detto convinto che «la politica una qualche forma di sostegno pubblico debba averlo». «Anche fosse per un solo euro non sono disposto a rinunciare al principio che da Clistene in poi è un principio collegato alla democrazia: la politica deve avere una qualche forma di sostegno pubblico, altrimenti la fanno solo gli ottimati e i miliardari».

IL MOVIMENTO 5 STELLE - «Un partito azzoppato nella sua democrazia - ha aggiunto - una volta al governo azzoppa tutta la democrazia come si è visto in questi ultimi dieci anni», ha rincarato Bersani riferendosi al pericolo (eventuale) di Grillo.

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