Apertura a un esecutivo tecnico. Capigruppo Crimi e Lombardi. Irruzione alla Camera: niente firme in bianco, vogliamo vedere le carte
ROMA Da Grillo e dal M5S arrivano i primi segnali per una possibile intesa. Grillo indica Corrado Passera come possibile presidente del Consiglio ma vorrebbe che a sostenerlo fosse un’alleanza Pd-Pdl. E il neo capogruppo in Senato Vito Crimi, appena eletto, conferma che i grillini non «daranno la fiducia a nessuno» ma non vedrebbero in negativo «un esecutivo formato da non politici». Non è ancora la matassa che si sbroglia ma potrebbe essere il primo nodo che si scioglie.
Grillo ha seguito il solito cliché. È arrivato, ieri, intorno a mezzogiorno, appena dopo aver fatto sapere che la sua venuta nella capitale sarebbe stata rinviata a causa della scomparsa del suocero. Un blitz dei suoi, insomma.
USCITA D’EMERGENZA
Per depistare i cronisti Grillo ha usato la porta secondaria e l’uscita d’emergenza. Quello che forse vorrebbe fare con il governo. «Allora, la diamo la fiducia a Bersani...siamo qui per questo», ha scherzato l’ex comico andando incontro ai 163 neoletti che lo aspettavano nella hall. Poco dopo alla riunione di famiglia si è aggiunto il guru Gianroberto Casaleggio.
La seconda giornata del conclave grillino è continuata sul solito doppio binario. Il blog e l’intervista rilasciata alla stampa straniera. Ieri è stata la volta del Time e delle dichiarazioni affidate in esclusiva al sito Wired Italia in cui Grillo invitava «destra e sinistra ad allearsi». Se lo hanno già fatto una volta con Monti «lo faranno di nuovo con un altro presidente del Consiglio: Corrado Passera». Grillo teme le prime contestazioni interne; vuole vincolare i suoi al mandato elettorale; evitare fughe e «circonvenzioni», come ha già detto con piglio autoritario .
CLAUSOLA ANTI-SCILIPOTI
Fuori dal blog i grillini fanno ancora fatica a raccapezzarsi con le esigenze dei media. Sembrano terrorizzati, parlano a monosillabi. Da qui la decisione di convocare nel pomeriggio una conferenza stampa. «Non daremo alcuna fiducia al governo dei partiti, ma qualunque proposta alternativa la valuteremo con attenzione», ha ripetuto il senatore Vito Crimi. Il nuovo capogruppo resterà in carica per 3 mesi. Dopo toccherà ad un altro. Si è fatto le ossa in Lombardia, è un fedelissimo di Casaleggio. Per il suo posto si erano proposti in 5. Mentre per la Camera gli sfidanti erano 10 e a spuntarla è stata Roberta Lombardi che fungeva già da coordinatrice romana.
E se il presidente Napolitano desse il mandato ai 5Stelle?, è stato chiesto dai giornalisti.«La priorità immediata sarebbero i 20 punti del nostro programma - ha risposto Crimi - ma non sta a noi individuare un governo». E la clausola anti-Scilipoti per evitare defezioni? «Il vincolo di mandato non esiste nella nostra Costituzione e non esiste alcuno strumento per tutelare l’elettore in caso di un cambio di casacca», ha risposto Crimi, che si è presentato in maniche di camicia, schierandosi con Grillo. La qualcosa non mette però al riparo i grillini dalle critiche che sui social network piovono a raffica.
NIENTE RIMBORSI
Un capitolo a parte è la gestione dei fondi. I due portavoce del Movimento hanno garantito massima trasparenza ribadendo che «la gestione sarà ad esclusivo utilizzo dei gruppi parlamentari» e che «non ci sono fondi gestiti da Grillo e Casaleggio». I parlamentari prenderanno 5 mila euro al mese di stipendio. E la parte eccedente? «Troveremo il modo di restituirla ai cittadini».