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Data: 05/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scilipoti e Razzi riparte l’indagine su voto di scambio

ROMA I neo ri-onorevoli Antonio Razzi e Domenico Scilipoti arriveranno presto anche a piazzale Clodio. Nei giorni scorsi, il procuratore aggiunto Francesco Caporale ha deciso di riprendere in mano il fascicolo aperto nel 2010, quando entrambi abbandonarono l’Italia dei valori per dar vita al «Movimento dei responsabili» e garantire la sopravvivenza del governo Berlusconi. E fissare rapidamente l’audizione di entrambi.
L’ipotesi su cui lavora il procuratore aggiunto è, come accade a Napoli per De Gregorio, quella della corruzione e i due parlamentari potrebbero finire iscritti al registro degli indagati prima di essere convocati. A dare nuovo impulso alle indagini è stato un nuovo esposto presentato da Antonio Di Pietro lo scorso dicembre. Il segretario dimissionario dell’Italia dei valori si è mosso quando ha saputo che Valter Lavitola aveva raccontato ai pm napoletani di aver mediato il passaggio al gruppo misto di Sergio De Gregorio durante la legislatura 2006-2008. Un altro sarebbe già pronto sulla sua scrivania e potrebbe essere presentato prestissimo, incrociando le dichiarazioni di De Gregorio a Napoli con alcune verifiche «interne» al partito.
Tra le scadenze che piazzale Clodio ha messo in agenda c’è anche un vertice con gli inquirenti della procura di Napoli per scambiarsi atti e informazioni su due vicende (da un lato Razzi e Scilipoti dall’altro De Gregorio) che rischiano di incrociarsi in più punti. Le due procure si confronteranno anche sull’interpretazione da dare alle due vicende. Secondo la procura di Napoli, l’ipotesi di corruzione deriva dalla violazione dell’articolo 67 della Costituzione, quella che stabilisce che il parlamentare agisce scenza vincolo di madato.

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