PESCARA Doppia riunione, ieri, in casa Pdl: prima quella dei consiglieri regionali, in vista della ripresa odierna dei lavori all’Emiciclo dopo il lungo sonno elettorale, poi quella della direzione regionale del partito. Su questa seconda riunione si concentravano le maggiori attenzioni: ma c’è stato poco da concentrarsi, è durata il tempo di un sospiro, e comunque a) ha festeggiato lo periglio scorso, come da antico spot di un amaro, insomma il grande spavento per una batosta elettorale rivelatasi alla fine una mezza vittoria con gran sollievo; b) ha deliberatamente ignorato il cambio al vertice del coordinamento regionale, come dire che Filippo Piccone resta il numero uno, Fabrizio Di Stefano resta il numero due e Nazario Pagano resta senza numero con tanti cari saluti alle promesse pre-elettorali e dunque chi ha-avuto-ha-avuto-ha avuto e scurdammoce o’ passato e pure ’o futuro; c) ha avviato il recupero della diaspora esplosa sotto elezioni, pur di puntellare la maggioranza consiliare; d) ha messo in evidenza che la nuova legge elettorale regionale, allestita dai furbacchioni del centrodestra con il soccorso dei furbetti del centrosinistra, va un po’ ripensata per non far correre rischi d’ingovernabilità alla Regione visto l’alto potere di ricatto che verrebbe consegnato nelle mani di partitini e listarelle ad personam, anche se la vera motivazione dei pidiellini è assai meno nobile, perchè altro non è se non la paura di un Movimento5Stelle che, compatto e senza alleati, dopo l’exploit alle politiche promette di fare l’asso di bastoni nell’Emiciclo prossimo venturo mentre centrosinistra e centrodestra rischiano di affogare nell’arcipelago delle coalizioni plurilistarella dai tanti appetiti .
Questi argomenti, una volta messi in fila, prendono un discreto spazio sul giornale, come vedete, ma buttati lì nella riunione pomeridiana del Pdl hanno preso, invece, ben poco tempo. Ora occorrerà vedere se tanta rapidità verrà declinata con frutto.
DIASPORA
Soprattutto per quel che riguarda il punto c). Che il Pdl intendesse riassorbire la diaspora, infatti, era chiaro da prima della riunione-sprint. Il punto è nel comportamento, da oggi in poi, dei diasporanti. La montiana Nicoletta Verì, presumibilmente, resterà presidente di commissione senza far cenno a nulla, come facesse ancora parte del Pdl. Idem l’assessore Giandonato Morra de La Destra. Nessuno del Pdl dirà nulla, come niente fosse avvenuto: l’ipotesi più accreditata è che faranno tutti finta di essere ancora nello stesso partito, alzando il bavero per ripararsi uniti dal vento di un futuro incerto. Ma Paolo Gatti, con Emiliano Di Matteo e Luca Ricciuti, vuole un gruppo consiliare per Fratelli d’Italia, pur restando assessore e nella maggioranza. Carlo Masci, esterno al Pdl ma di questo alleato, probabilmente seguirà la linea-Verì. Resta da vedere cosa farà il vice presidente del Consiglio, Giorgio De Matteis, fresco capolista Udc, partito opposto al centrodestra a livello nazionale. Sosterrà ancora la maggioranza di Gianni Chiodi o no? Insomma, cosa faranno i diasporanti?
Oggi in Consiglio regionale potrebbero arrivare risposte. L’ipotesi tarallucci e vino viene pagata pochissimo dai bookmakers: come dire che è praticamente certa. La diaspora va bene ma, finita la giostra del voto, vuoi mettere con il bel calduccio della maggioranza? Fuori fa freddo, meglio ripararsi.