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Pescara, 15/06/2026
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Data: 05/03/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
«Congiura nel Pdl per far cadere Federico»

SULMONA Terrà banco la fine anticipata della consiliatura e lo scivolone compiuto con il manifesto anti-opposizione nel summit Pdl di oggi. Nel capoluogo peligno che conosce di nuovo l'onta del commissariamento, accorreranno oggi i coordinatori regionali, i parlamentari Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, oltre alla senatrice Paola Pelino. Il manifesto più che casus belli è diventato un vero e proprio boomerang per il Pdl. Tanto è vero che da tre giorni nel partito covano sospetti verso gli autori di quel manifesto. I fedelissimi del sindaco decaduto per ora non intendono uscire allo scoperto ma tra loro c'è chi se la prende con chi ha concepito l'imprudenza del manifesto, che solo per un ravvedimento, sia pure tardivo, sabato non è apparso sui muri della città. E adesso qualcuno grida alla congiura ordita contro il sindaco, per metterlo spalle al muro prima che potesse condurre in porto la consiliatura, riproponendosi come leader del centrodestra. La stessa celerità della confezione del manifesto, che ha rotto una sorta di tacito patto di non belligeranza tra l'ex maggioranza e alcuni settori dell'opposizione, che si erano dimostrati finora sempre cauti rispetto ad ipotesi di dimissioni, ha destato sospetti. Sembra che la rottura repentina di equilibri che finora avevano retto, nonostante l'assenza da tempo di una maggioranza reale e solida, abbia mirato anzitutto a stroncare da subito la corsa dell'ex sindaco verso le prossime elezioni amministrative. Non è un caso che giusto il 26 febbraio scorso, all'indomani delle elezioni politiche, lo stesso Federico avesse annunciato un vertice del Pdl, di cui è coordinatore cittadino, per riproporre la sua candidatura. Il manifesto ha avuto effetti deflagranti anche su quell'ipotesi. L'ex sindaco da parte sua preferisce tacere, non accredita sospetti, glissa sull'argomento che scotta. Tergiversa e punta solo a stigmatizzare la reazione dell'opposizione, tentando di far passare il manifesto, apparso sul web e sui giornali, come mero fatto di satira per colpire le responsabilità dei consiglieri comunali di opposizione che hanno impedito l'approvazione di provvedimenti «importanti per la città, non per il centrodestra». Ieri sera, in un incontro molto riservato con la giunta, al sindaco qualcuno però ha ricordato che il manifesto è stato ideato e realizzato da pochi esponenti del Pdl, a insaputa di gran parte del gruppo consiliare e della giunta, che avrebbero sconsigliato l'iniziativa, da cui si è dissociato il presidente del Consiglio comunale, Nicola Angelucci.

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