Divisi su tutto ieri. Pronti a ricompattarsi oggi che il tempo è scaduto. Il giorno dopo la mancata ratifica dell’accordo sull’ex Cofa in consiglio comunale - i termini sono scaduti domenica - centrodestra e centrosinistra si dicono pronti ad approvare il documento. A una condizione: per raggiungere la piena sintonia in aula consiliare basta solo che vengano recepiti e pubblicati in delibera i sei o sette punti indicati dal centrosinistra, a cominciare dalla redazione di una bozza progettuale che illustri con chiarezza quel che sorgerà al posto dei capannoni dell’ex mercato ortofrutticolo. Ampia e immediata la disponibilità del centrodestra ad accogliere quell’istanza. Ammesso che Camera di commercio e Regione siano ancora disponibili oggi a concludere l’accordo.
Una via d’uscita può essere quella tracciata con concretezza dall’assessore all’urbanistica Marcello Antonelli, sia pure a livello di buone intenzioni: «In questo accordo di programma c’è il cuore di Pescara e cercheremo altre strade per salvarlo» è la premessa con cui Antonelli ha messo in fila proposte per provvedimenti pesanti: primo, chiedere al dirigente comunale alla gestione del territorio di procedere all’annullamento in autotutela del permesso a costruire rilasciato alla società Pescaraporto per l’intervento edilizio nell’area confinante con l’ex Cofa, ora sospeso dal Tar per effetto di due ricorsi. «Uno stop che arriva forse con un ritardo di qualche mese ma crediamo ci siano ora le condizioni per giustificarlo»; secondo, portare in aula entro quindici giorni la delibera che recepisce il decreto sviluppo, «perché se non ci fosse stato quell’incidente di percorso (il rilascio della licenza edilizia, ndr) avremmo approvato l’intero Pp2 e saremmo andati avanti secondo un disegno generale di sviluppo dell’area, anziché stralciare il comparto» ha detto Antonelli. Lo stesso assessore ha anche annunciato di voler «procedere all’approvazione del Pp7 in giunta e poi anche del Pp2, finora solo adottato». Parole calibrate da chi conosce le argomentazioni giuste da portare al tavolo per sperare di convincere la Camera di commercio e la Regione a rimettere nero su bianco un protocollo d’intesa oggi morto ma non ancora sepolto. Riproporlo nel modo sbagliato, Antonelli sa bene anche questo, significherebbe esporsi un’altra volta al fuoco di sbarramento dell’opposizione decisa a scongiurare sveltine che si traducono in generosi regali di cubatura a ridosso del porto turistico. Inaccettabile.
«Non è scaduto l’accordo, è scaduta la ratifica e se ci sono le condizioni per tornare in aula, dobbiamo farlo perché non è pensabile che la Regione perda 13 milioni e che l’ex Cofa resti com’è - ha dichiarato Lorenzo Sospiri, nonostante tutto ancora fiducioso sul buon esito dell’operazione -. Quanto richiesto dal Pd nei sette punti è già in delibera: la procedura è legittima e c’è un parere pro veritate a dimostrarlo, c’è un piano preliminare che abbiamo distribuito in aula, c’è il rispetto del Prg, c’è la dichiarata rinuncia a volumetrie aggiuntive e ancora, se si cambia destinazione d’uso, il progetto deve tornare in consiglio. una nota - ha aggiunto -. A nome dei consiglieri comunali, invito perciò l’esecutivo a portare avanti la battaglia per recuperare l’accordo. Se così non sarà, al di là della mia indignazione - ha concluso Sospiri -, alla luce di quanto avvenuto, ha perso Pescara».
Mascia: dittatura della sinistra
Acerbo: fermatevi. Scambio di accuse dopo il fallimento dell’operazione
Storico per il centrodestra e storico per il centrosinistra ma per opposte ragioni. Retorica a fiumi nelle due conferenze stampa con cui maggioranza e opposizione hanno rivendicato i meriti per la mancata ratifica dell’accordo sull’ex Cofa. «Abbiamo sottoscritto il re degli accordi di programma, i consiglieri ci hanno lavorato giorno e notte, impeccabili» ha commentato il sindaco Mascia, arrivato in aula quando già scorrevano i titoli di coda a sancire il fallimento dell’operazione. «Storico successo» ha replicato l’opposizione con Di Pietrantonio e Del Vecchio «perché si è scongiurato il rischio di rilasciare a scatola chiusa il permesso a realizzare un progetto che non esiste».
Il centrodestra s’è fatto ingabbiare dalla raffica di pregiudiziali presentata in particolar modo da Maurizio Acerbo, Prc. «Ha prevalso la logica del tanto peggio tanto meglio, l’ostruzionismo elevato a sistema. Chiederò al prefetto di avviare iniziative di garanzia contro la dittatura della minoranza» ha detto il sindaco Mascia, ieri circondato da consiglieri e assessori con facce più demoralizzate del Pescara targato Bergodi. «E’ pronta la pregiudiziale contro le pregiudiziali, non consentiremo più questo ostruzionismo» ha tuonato Sospiri, il quale sa bene però che che questa partita andava giocata diversamente dal suo centrodestra e che sulla mancata ratifica dell’accordo ha pesato la generosa tolleranza con cui l’ufficio di presidenza del consiglio comunale, beninteso nel rispetto del regolamento, ha consentito la presentazione di tante pregiudiziali. «Siamo ostaggio del regolamento, De Camillis doveva capire che tanta disponibilità avrebbe finito per danneggiare Pescara» ha aggiunto Sospiri, ringraziando però l’Udc, il partito di De Camillis, per la lealtà dimostrata in aula.
Dal centrosinistra è arrivata un’apertura sotto condizioni. «L’accordo si può riscrivere in meno di un mese e con l’accoglimento dei nostri sei punti siamo pronti a votarlo» ha detto Di Pietrantonio. Acerbo, Prc, ha alzato un paletto in più: «No a deleghe in bianco, si apra un tavolo di confronto, anche in chiave Pp2. Alla giunta chiedo però di ritirare l’atto di costituzione contro il mio ricorso al Tar verso la società Pescaraporto, il cui progetto impedisce lo sviluppo del Pp2 e giustifica lo stralcio dell’ex Cofa a comparto, favorendo l’iniziativa privata e quindi l’utilizzo del decreto sviluppo secondo la legge regionale scritta da Sospiri e Chiavaroli». «Non siamo contrari, vogliamo sapere cosa si vuol fare sull’ex Cofa. Becci può comprare l’area e poi si discute cosa farci, non c’è fretta, ma è evidente che va difesa la pubblica utilità» hanno detto Teodoro, Pignoli e Di Paolo, Fli, in sintonia con Di Iacovo (Sel) e Sulpizio (Idv).