ROMA La fusione Atlantia-Gemina entra nella settimana decisiva. Per venerdì 8 sono stati convocati i due consigli. In mattinata quello della holding autostradale dovrebbe formalizzare la proposta ufficiale che, nel pomeriggio, arriverà sul tavolo della finanziaria che governa gli aeroporti. Il cda Atlantia potrebbe anche designare il nuovo consiglio di Adr in scadenza. Dopo un week end di fuoco di riunioni fra società e advisor, ieri sera le distanze fra le parti si sarebbero accorciate. L’ultima ipotesi di concambio di Atlantia, che è assistita da Banca Imi e Goldman Sachs (Rothschild affianca gli indipendenti) prevede un rapporto di 1 a 9,5: non potendosi, però, attribuire frazioni di azioni, il meccanismo prevederebbe l’assegnazione di 10 titoli del gruppo autostradale ogni 95 titoli della società aeroportuale.
INDIPENDENTI IN CAMPO
Questo rapporto, però, per quanto si sia ridimensionato rispetto alle prime ipotesi, non convince appieno i soci di Gemina, specie quelli di minoranza, rappresentati dal comitato indipendenti che puntano su 1 a 8-8,5. Ieri sera ci sarebbero state verifiche in Gemina. Prima si sarebbero incontrati i rappresentanti della società presieduta da Fabrizio Palenzona con i propri consulenti Barclays e Unicredit. A seguire vertice tra gli indipendenti Sergio Iasi, Guido Angiolini, Sergio Bencini con i propri advisor Credit Suisse, Leonardo & co. Gemina, inoltre, ha ingaggiato Bnp Paribas per la fairness opinion, cioè il parere di congruità, sul concambio definitivo.
All’ipotesi di 1 a 9,5 si sarebbe pervenuti dopo una serie di riunioni ufficiali e incontri riservati. Venerdì della scorsa settimana si sarebbero visti i vertici di Atlantia con Imi e Goldman. Sabato gli esponenti del board di Gemina con il comitato indipendenti. Domenica nella tarda mattina, gli advisor delle due holding hanno provato a confrontarsi per trovare una soluzione, visto che in casa della finanziaria permaneva delusione. Rispetto all’ipotesi Atlantia, Gemina viene valorizzata circa 1,3 euro, in linea con l’attuale valore di mercato (ieri ha chiuso a 1,32 euro in calo dell’1,35%) e con la Rab, cioè il valore netto degli asset regolamentati. Ma dalle parti del gruppo degli aeroporti si fa notare che questo rapporto non tiene conto dei nuovi investimenti previsti dal piano che porteranno l’ebitda dai 350 milioni del budget 2013 a oltre 1,4 miliardi al 2045.