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Pescara, 15/06/2026
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Data: 05/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Il Pdl punta a riunire tutto il centrodestra per il voto regionale. Vertice del partito abruzzese a Pescara sul dopo elezioni «Non ci saranno rimpasti di giunta o altri cambi»

PESCARA Il Pdl non regolerà conti interni. Non ci saranno vendette postume nè punizioni. L’obiettivo è riprendere la Regione. La strategia è l’ecumenismo, l’accoglienza, l’inclusione. Sono messaggi distensivi quelli che arrivano dal vertice che il Pdl ha tenuto ieri sull’analisi dei risultati elettorali. Erano presenti tutti gli eletti, i consiglieri regionali, i dirigenti. E’ toccato al coordinatore regionale Filippo Piccone fresco di seggio a Montecitorio svolgere la relazione introduttiva e l’analisi di un voto che è andato molto oltre le previsioni della vigilia. Il Pdl aveva previsto 3-4 parlamentari, ne porta a casa sette e soprattutto esce rinfrancato rispetto all’appuntamento delle regionali (la data del voto sarà tra il 17 novembre e il 17 marzo 2014). Il centrodestra ha portato a casa in Abruzzo 229mila voti alla Camera contro i 204 mila della coalizione di centrosinistra, ma è il Movimento 5 Stelle il primo partito della regione con 232mila voti. Per il Pdl Grillo costituisce però un rischio relativo perché si è detto ieri, il M5S ha mostrato nelle regionali (Lazio, Molise, Lombardia) di perdere molta della spinta dimostrata al voto della politiche. Il messaggio dell’inclusione, è chiaramente un messaggio distensivo nei confronti dell’assessore regionale Paolo Gatti, che ha corso da capolista alla Camera per Fratelli d’Italia (da segnalare l’ottima prestazione, 3,55%, tra le migliori del paese), ma soprattutto è un segnale distensivo per l’altro assessore, Carlo Masci, che al Senato ha schierato la lista civica Rialzati Abruzzo al di fuori della coalizione, rischiando con i suoi 11.800 voti sottratti al centrodestra di facilitare la vittoria del centrosinistra. Per fortuna di Masci non è andata così, e ora il Pdl può fare discorsi distensivi. La stessa posizione potrebbe essere presa nei confronti di Nicoletta Verì (che ieri non era presente), candidata con la lista Monti al Senato. La Verì è oggi presidente di commissione in quota Pdl, ma l’impressione è che nessuno nel partito voglia forzarle la mano e indurla a lasciare l’incarico: la consigliera Verì e la quota elettorale montiana potrebbero diventare alleati preziosi nella corsa alla Regione. Lo stesso si potrebbe dire per quella parte dell’Udc che non ha apprezzato le scelte di Casini. Viste queste premesse non ci saranno ritocchi in giunta. L’unica vera novità sarà l’arrivo in Consiglio di Pasquale Di Nardo al posto di Federica Chiavaroli eletta al Senato (ma nelle more della rinuncia di Berlusconi a favore di un’altra circoscrizione è ancora la prima dei non eletti). Bocce ferme anche per le cariche di partito. L’insperato risultato rimette la sordina alle critiche sul coordinatore regionale, soprattutto a quelle che partivano dalla componente pescarese del partito. Da segnalare infine la riconferma da parte del Pdl della contrarietà al progetto di Ombrina mare. Intanto oggi torna a riunirsi all’Aquila il Consiglio regionale. Si inizia con la seduta congiunta delle commissioni Bilancio, Agricoltura e Politiche comunitarie con all’ordine del giorno il progetto di legge su “Misure urgenti per lo sviluppo del settore dell’agricoltura e della pesca in Abruzzo”. Lo stesso progetto di legge è al centro anche della riunione urgente del Consiglio regionale, convocata per le 11. Alle 15 è previsto, invece, il Question Time. L’attività politica del Consiglio continuerà giovedì con la sesta Commissione per discutere delle nuove norme per l’esercizio, la tutela e la valorizzazione dell’apicoltura. In commissione di Vigilanza si parlerà, infine, dei commissariamenti dei Consorzi Industriali. Sono previste le audizioni dei commissari e dei liquidatori.

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