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Pescara, 24/10/2020
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Data: 06/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trasporto ferroviario e l'isolamento dell'Abruzzo - L’alta velocità ci taglia fuori

PESCARA Dal 14 aprile Trenitalia porterà l’alta velocità nelle Marche. Da ieri sono in vendita i biglietti per il Frecciarossa 9592 Ancona-Milano. Partenza da Ancona alle 6,05 e arrivo a Milano Centrale alle 9,04, tre ore secche. Da Milano, poi, partenza alle 17,45 e arrivo ad Ancona alle 20,42. Da giugno un altro Frecciarossa collegherà Milano con la riviera marchigiana, con intuibile beneficio per il turismo. Non solo: sempre per giugno la Ntv, la compagnia ferroviaria di Montezemolo e Della Valle tanto per capirci, intende portare il suo superveloce Italo da Milano fin nel capoluogo marchigiano, sempre in tre ore. Complimenti ai cugini marchigiani.
Cosa manca in questo bel raccontino? Ah, sì, come no: l’Abruzzo. Brava, veramente brava la nostra classe dirigente o presunta tale. Forse sarebbe meglio parlare di classe digerente, perchè ormai non fa che digerire: rospi. L’alta velocità ferroviaria arriva trionfalmente fino ad Ancona lungo l’Adriatica e, poi, da Bari punta dritta su Napoli per collegarsi alla Tirrenica. Se la geografia non è un’opinione, resta giusto un buco sulla carta dell’Italia: da Ancona a Bari. Dentro il buco resta la bassa Marca, l’alta Puglia, il Molise e, pensa, l’Abruzzo. Il peggio del trasporto ferroviario in Italia. Che successo, che trionfo.
Una regione e i suoi abitanti spazzati via, trattati come clientela di serie C. E la classe dirigente-digerente abruzzese muta. Gli abruzzesi a dorso di mulo, gli altri come proiettili.
A Pescara c’è una megastazione di cui non sanno cosa fare, la notte serve solo da ostello ai senza dimora. Nella vicina Ancona la stazione è un punto d’orgoglio. Dice Trenitalia che nelle Marche c’è clientela per i suoi treni, in Abruzzo no. Beh, magari con orari migliori la clientela ci sarebbe, com’era prima e come ora non è più, a furia di tagliare. Ma questo dovrebbe farlo capire chi guida l’Abruzzo, e non subire i diktat di Trenitalia. Invece non si riesce neanche a portare i treni Sangritana a Bologna, figurarsi lottare per l’alta velocità.
Siamo la Cenerentola del trasporto veloce. Che tristezza. Un briciolo di speranza lo offre Ntv: il marchigiano Della Valle e i suoi soci, dopo Ancona, vorrebbero portare Italo da noi. Che dite, aspettiamo ancora un po’ per farli scoraggiare al punto giusto? Trenitalia già ci cancella, perchè fare distinzioni? Concediamo anche a Ntv il piacere di isolarci dal futuro. Tanto a noi piace andare a dorso di mulo. I turisti, poi: sapeste come odiano arrivare presto e bene, che noia, che volgarità. Sì, il dorso del mulo è la carta vincente. Op, op: in groppa, si parte!

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