I componenti dell’Assemblea di piazza Duomo: nella delibera Cipe poche risorse e spalmate in tre annualità
Il documento accusa I due miliardi e 245 milioni sono poca cosa rispetto alle tante voci di intervento elencate nel provvedimento
LA MANCATA Informazione Al ministro diciamo che il problema non è questo, anche se c’è stata poca chiarezza circa la reale destinazione dei soldi
Un premio destinato a un laureato che abbia discusso una tesi sperimentale su terremoti, pericolosità sismica del territorio e riduzione del rischio sismico. Il premio è stato istituito dall’Associazione vittime universitarie sisma (Avus), dal Consiglio nazionale dei geologi (Cng) e dalla Fondazione centro studi del Cng in memoria degli studenti che persero la vita nel terremoto del 2009 all’Aquila. La presentazione si9 terrà oggi a Roma (ore 16) all’Università La Sapienza (Dipartimento di scienze della terra). L’Avus, fondata da 13 genitori di studenti rimasti sotto le macerie, insieme al giornalista Rai Umberto Braccili, ha pubblicato «Macerie dentro e fuori», libro che racconta vita e aspirazioni di Nicola Bianchi, Daniela Bortoletti, Martina Benedetta Di Battista, Gabriele Di Silvestre, Carmelina Iovine, Ivana Lannutti, Maurizio Natale, Sara Persichetti, Michele Strazzella, Enza Terzini, Maria Urbano e Roberta Zavarella, giovani vittime del sisma. Il premio «Avus 6 Aprile 2009» sarà consegnato all’Aquila nell’aprile 2014.
L’AQUILA Hanno spulciato la delibera Cipe del 21 dicembre scorso con l’obiettivo di verificare la veridicità delle affermazioni del ministro Fabrizio Barca circa la disponibilità dei fondi per la ricostruzione. I componenti dell’Assemblea cittadina, in attesa della pubblicazione del libro bianco che raccoglierà gli interventi, i problemi e le proposte emerse nel corso di una serie di incontri promossi al Palazzetto dei Nobili, hanno puntato l’attenzione sullo stato attuale delle risorse, partendo proprio dalla delibera Cipe. «Questa», afferma l’Assemblea cittadina in un documento, «assegna per la ricostruzione 2 miliardi e 245 milioni. Tali risorse vengono ripartite per l’edilizia privata delle periferie e del centro storico dell’Aquila e per le periferie e i centri storici dei comuni del cratere; per l’edilizia pubblica dell’Aquila e del cratere, nonché per gli altri comuni fuori dal cratere sismico. E ancora, la ripartizione riguarda gli interventi per lo sviluppo delle attività produttive e della ricerca; le spese per l'assistenza alla popolazione; gli espropri; le necessità correnti; l’assistenza tecnica. Ciò che è sfuggito ai più è che le risorse sbandierate come fondi per la ricostruzione materiale della città sono, invece, da assegnare a tutte le voci su elencate e che, cosa ben più inquietante, sono distribuite su tre annualità, per il periodo compreso tra il 2013 e il 2015. Dando uno sguardo più attento alle risorse per L’Aquila, per la periferia sono assegnati 410 milioni così distribuiti: 360 per il 2013, 25 per il 2014 e 25 per il 2015; per il centro storico sono assegnati 575 milioni di euro di cui 300 per il 2013, 142 per il 2014 e 133 per il 2015. Quindi», afferma l’Assemblea cittadina, «per l’anno 2013, per la periferia e il centro storico dell’Aquila vengono indicati 660 milioni, di cui 300 per il centro storico. Gli ulteriori 150 milioni della cosiddetta gestione stralcio sono già tutti impegnati per la riparazione delle case Ater, per i pagamenti della redazione dei piani di ricostruzione, per gli edifici scolastici, le macerie, l’ordine pubblico, l’assistenza alla popolazione, gli alberghi, le consulenze, le mura urbiche e gli interventi prioritari, tutti riferiti a chiese». Da non dimenticare, per l’Assemblea, «i 50 milioni di euro già impegnati per la bonifica dell’ex area industriale di Bussi sul Tirino e i 18 milioni per la scuola di dottorato “Gran Sasso science institute”, anch’essi ricadenti sui fondi stanziati per la ricostruzione». In quanto all’assistenza alla popolazione, per la quale vengono indicati 180 milioni, di cui 167 per il 2013 e 13 per il 2014, «l’anno 2015 risulta essere totalmente scoperto. Evidenziamo che i 180 milioni per l’assistenza alla popolazione comprendono: 4,4 milioni per la manutenzione del progetto case, dei Map e dei Musp; 10,2 milioni per la gestione dell’ordine pubblico; 12 milioni per la messa in sicurezza di edifici non oggetto di interventi di recupero; 5,4 milioni per gli affitti di sedi comunali e per il supporto al Genio civile; 6 milioni per altre spese non meglio identificate». Infine, i progetti della periferia ancora da esaminare. «Sono 1050 le pratiche, cui vanno aggiunte le 362 ferme a Fintecna. Altre 1400 sono quelle relative a immobili del centro storico al palo, poiché la filiera ha deciso di non esaminarle. Questi i numeri, nudi e crudi», commenta l’Assemblea cittadina, che invita il ministro Barca «a non dire più che ciò che manca all’Aquila è l’informazione e non i fondi. A mancare sono proprio le risorse. A fronte dei complessivi 660 milioni stanziati per il 2013, le migliaia di pratiche giacenti e non finanziate, cui vanno aggiunti i progetti per il centro storico ancora da approvare e finanziare, sono la prova provata delle risorse insufficienti. L’informazione ufficiale non è stata mancante, bensì poco chiara e distorta perché non si è fatto riferimento alle diverse voci e alla suddivisione delle risorse in tre annualità».