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Pescara, 15/06/2026
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Data: 06/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Paolucci: primarie aperte per la Regione

Il segretario abruzzese del Pd: qui il rinnovamento c’è, siamo tutti giovani, con i probemi di precarietà dei nostri coetanei

PESCARA Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd, è un dirigente giovane e incline all’ottimismo. Negli ultimi tre anni ha preso in carico un partito stressato e diviso e lo ha rinnovato e riconfortato, riconquistando posizioni che sembravano perdute. Dunque i numeri delle politiche non lo preoccupano oltre il necessario, soprattutto se il punto di vista è quello dell’Abruzzo. Ma in Italia il Pd non esce benissimo, segretario. «Il risultato è decisamente al di sotto delle attese e nei fatti ci consegna un paese tripolare». Si aspettava il successo di Grillo? «Ho avuto la sensazione che Grillo avrebbe fatto un buon risultato e i sondaggi che ci venivano presentati parlavano di un partito al 20%. Poi è stato del 26%, ma quella differenza era più difficile da cogliere». A che cosa attribuisce quel successo e anche la rimonta del Pdl? «Registro che parlare alla pancia del paese, più che alla testa, rende in termini di consenso. Anche Monti ha parlato alla testa ed è stato penalizzato. Quanto al Pdl, non direi che sia andato bene, visto che ha perso 6 milioni di voti rispetto al 2008. Resta il fatto che da parte nostra ci sono state delle insufficienze». Faccia un esempio. «Penso che sul fronte dei costi della politica, nel paese ci sia stata l’impressione che si sia fatto poco, mentre Monti chiedeva sacrifici enormi alla gente. Così quello che avevamo fatto è stato schiacciato su un giudizio complessivamente negativo verso la classe politica nazionale. Allo stesso modo è stato percepito in maniera insufficiente il rinnovamento messo in atto dal partito». Come giudica il voto in Abruzzo? «Rispetto al 2008 abbiamo perso 100mila voti, ma il Pdl molti di più: 170mila, anche se in termini di comunicazione sono sembrati loro i vincitori. Però abbiamo recuperato 30mila voti rispetto alle europee del 2009. Quello è un dato più realistico, perché non possiamo prendere come riferimento le politiche del 2008, quando il nostro partito in Abruzzo era ai massimi livelli di consenso». Avevate la Regione, le 4 province... «E al comune di Pescara avevamo fatto il pieno storico. Poi di lì a pochi mesi ci sarebbero stati fatti talmente pesanti da provocare una frattura con il nostro elettorato». Parliamo delle inchieste sulla sanità e sul comune di Pescara. «E noi abbiamo reagito rinnovando tutti i livelli locali del partito e insediando tante amministrazioni nuove con sindaci giovani e giovanissimi. Per questo credo che alle prossime regionali il Pd potrà ottenere un risultato più alto». Alle regionali troverete un nuovo avversario molto temibile. «Sì, ci sarà certamente il Movimento 5 Stelle ed è anche probabile che Grillo faccia una campagna a tappeto in regione. Però avrà la necessità anche di dire qualcosa sull’Abruzzo. Non c’è solo il voto di protesta. Al territorio devi dare anche una speranza. Noi invece su alcuni temi dei grillini ci siamo già mossi. Per esempio sul tema del rinnovamento abbiamo fatto un bel percorso, che non ha trovato riscontro nel voto di febbraio perché non si è votato sui volti insediati in questi anni sul territorio. Sulla questione della casta e dei privilegi, va detto che, a cominciare da me, i nostri sindaci o i nostri segretari di circolo, sono tutti giovanissimi con gli stessi problemi di precarietà dei nostri coetanei e senza incarichi e prebende. In Consiglio regionale siamo stati la seconda regione in Italia ad abolire i vitalizi, e abbiamo i compensi più bassi tra le regioni italiane. Ma detto questo, è evidente che c’è ancora molto da fare, per esempio sulle società strumentali». Che cosa ne è del famoso centro? È ancora un interlocutore politico strategico? «Il centro c’è ed è anche consistente. Monti in fondo ha preso il 10% e sono convinto che le forze di centro saranno importanti per costruire un’alleanza larga e vincente. Ciò non ci esime dal fatto che il Pd deve mettere in campo un progetto e un programma per dire che con noi vince l’Abruzzo». Farete le primarie per il candidato presidente? «Assolutamente sì, lo ritengo ancora lo strumento migliore. Le faremo a doppio turno e saranno apertissime».

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