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Data: 20/02/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Metro, ancora un deragliamento. A Padova esplode la protesta di autisti e cittadini: è un pericolo

L'incidente, il terzo, potrebbe ora avere riflessi sull'iter burocratico. Carlo D'Emilio sollecita il doppio senso di marcia su viale Corrado IV

L'Aquila. Ancora guai per la metropolitana di superficie. A Padova, dove è stato attivato un impianto analogo a quello che dovrebbe essere realizzato in città, per la terza volta la tramvia e deragliata. L'eco dell'incidente, "accaduto sabato nel centro di Padova, è arrivata fino in città dove l'opera è combattuta a colpi di esposti e comitati.
Un'uscita di rotaia, mentre il mezzo attraversava un passaggio pedonale della stazione, analoga a quella capitata nell'ottobre scorso, dovuta forse a un errore umano o al blocco di uno scambio. Incidente che potrebbe avere un riflesso anche sul progetto aquilano visto che adesso sarà necessario capire gli effetti che avrà sull'atteso via libera della Commissione interministeriale di sicurezza.
In pratica, nel centro di Padova il metrobus si è incagliato allo snodo del cambio di corsia. Lo scambio non era attivato e così il mezzo è uscito dal binario. Immediato l'arrivo dei tecnici della "Lohr" arrivati dal vicino deposito. Cgil e Uil hanno puntato il dito contro le difficoltà tecniche e strutturali e la difficoltà nel guidare la tramvia. Non solo. Ma da tempo gli stessi vanno sostenendo che l'elettronica della tedesca Siemens non si sposerebbe perfettamente con le componenti elettromeccaniche della "Tranlohr". Addirittura c'è chi è andato oltre affermando la difficoltà nel guidare il mezzo ovvero di pigiare il tasto del cosiddetto "uomo morto" ogni 15 secondi e con temporaneamente fare attenzione ai semafori, ai pedoni, ai ciclisti ed agli automobilisti. A tutto ciò si aggiunge il fatto che non tutti gli automobilisti guidano con correttezza e prudenza. Tra i problemi su cui si sta ragionando, quello dei semafori per gli scambi, installati lungo la linea aerea e a quanto sembra, ad un'altezza ben superiore rispetto ai normali semafori. Il conducente quindi per osservarlo deve chinarsi in cabina di guida e alzare lo sguardo verso l'alto. In merito all'incidente, nel quale non ci sono stati feriti, c'è da dire che il sistema di sicurezza del tram ha funzionato perfettamente ed il mezzo si è bloccato subito dopo il deragliamento. In pratica esiste un braccetto di plastica, un sorta di flessibile meccanico, fatto apposta per staccarsi non appena c'è anche il minimo distacco con la rotaia. Intanto Carlo D'Emilio, presidente del Comitato di quartiere di San Sisto, Santa Barbara-Santanza-Pettino-Pile, ha accolto con soddisfazione la decisione del Comune dell'Aquila di ripristinare il doppio senso di marcia su via Corrado IV e sull'anello di Piazza d'Armi. Per D'Emilio, si tratta di un risultato frutto di battaglie del quartiere su un'opera ritenuta inutile, antieconomica «che ricadrà sui cittadini se si pensa che per pareggiare la spesa annuale di gestione occorre trasportare circa 20 mila persone d'inverno e 100 mila persone d'estate, un gravissimo errore di valutazione, un vero fallimento».

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