LA CRISI del settore dei trasporti non risparmia Tper, che si trova con un rosso da 9,4 milioni di euro. Le perdite stimate per il 2012 sono state annunciate dalla presidente della società partecipata Giuseppina Gualtieri, che ieri è stata interpellata sullo stato di salute dell'azienda in commissione consigliare. Un segno rosso causato in parte dall'aumento dei costi di gestione (4 milioni di euro in più solo per l'aumento del costo del gasolio) e in parte dall'eredità lasciata dalla gestione di Atc, precedente alla fusione con Fer. «I numeri non sarebbero stati tanti diversi nel passato - si sfoga la presidente - se non ci fossero state operazioni straordinarie che hanno consentito di migliorare legalmente i bilanci. Per questo non accetto l'accusa che ci sarebbe stato un peggioramento dei conti dopo la fusione». GUARDANDO nei vecchi bilanci (l'ultimo precedente alla fusione, quello del 2011, è stato bocciato dal collegio sindacale e dalla Provincia), i vertici della neonata Tper hanno riscontrato dei disavanzi nella gestione di alcuni servizi coperti grazie al ricorso a fondi straordinari. «Ci sono attività non in equilibrio», conferma la presidente. Ovviamente i consiglieri di minoranza presenti in aula hanno immediatamente pensato a Francesco Sutti, ex presidente di Atc: «Chi ha sbagliato, chi ha gestito male, deve pagare anche se oggi fa altre cose», sbotta il capogruppo della Lega nord, Manes Bernardini. Oltre a questo pesante rosso l'azienda guidata da Giuseppina Gualtieri deve anche rispondere a una crisi di liquidità che, se non risolta, potrebbe mettere a rischio gli stipendi. La società, assicura la presidente è «solida e capitalizzata» ma, come conferma il direttore generale Claudio Ferrari, si trova ad affrontare una «crisi di liquidità», risolta attraverso il ricorso al credito. Attualmente Tper vanta un credito di svariate decine di milioni di euro di trasferimenti dalle agenzie del trasporto, soldi che però tardano ad arrivare. LA SITUAZIONE dell'azienda di via Saliceto non è diversa da quella di altre del settore. Anzi, rivendica il direttore, migliore di altre. «Quasi tutte le aziende hanno bilanci in passivo. Il nostro obiettivo è portare la società in equilibrio in un paio di anni», garantisce Gualtieri, ribadendo di non aver visto nei bilanci precedenti «nulla di illegale». Gualtieri ha poi spiegato come farà a ripianare questa pesante situazione, che in un paio d'anni dovrebbe essere risolta. «Gli indicatori di bilancio sono positivi. Certo, non è piacevole un bilancio passivo all'esordio alla guida di un'azienda. Ma la realtà è questa e non la sfuggiamo». A questo punto, sarà inevitabile affrontare il tema di come azzerare il disavanzo. «In prospettiva servono una riorganizzazione aziendale - spiega il direttore dell'azienda Claudio Ferrari - e un efficientamento del servizio. Dalla fusione possono venire delle opportunità». Di certo, alcune tratte poco utilizzate rischiano di essere soppresse. Intanto i sindacati proclamano lo stato di agitazione: «In questo scenario - protestano Filt-Cgil, Fit- Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl trasporti, Usb lavoro privato - la soluzione avanzata da Tper è la dismissione del servizio svolto nel bacino dell'Alto Reno (Silla, Vidiciatico, Montese) e del servizio urbano di Imola, e, a seguire, di quote del servizio del bacino di Ferrara».