Anche il sindaco di Torino Piero Fassino guarda con preoccupazione al «rosso» del bilancio regionale che, ogni giorno di più, mostra le sue falle e le sue voragini. Fassino parla per la prima di default e lo fa a margine dell'inaugurazione di Casa Italo, la nuova biglietteria di Ntv aperta da ieri a Porta Susa. «Ho parlato con Roberto Cota e mi è sembrato davvero molto in difficoltà: aspettiamo risposte dagli incontri del governatore a Roma, ma sono davvero molto preoccupato». Secondo Fassimo «la sanità sta diventando un'idrovora che si mangia tutte le risorse. Loro hanno deciso di giocarsi tutto su quello - aggiunge - ma in questo modo la Città va in crisi su trasporti, assistenza e cultura». Non che a guardare i conti di Palazzo Civico le cose vadano meglio. Solo ieri l'agenzia Fitch è abbassato (in conseguenza del declassamento nazionale) il rating del Comune di un livello, da A- a BBB+. Ciò che spaventa ora il sindaco è però l'effetto valanga. Dopo aver stretto la cinghia per rientrare nel patto di stabilità, infatti, il bilancio del Comune rischia ora di entrare in crisi per le difficoltà di quello regionale dal quale ogni anno escono centinaia di milioni di euro destinati all'amministrazione torinese. È il caso dei trasporti. Il Comune quest'anno dovrebbe ricevere dalle casse di Piazza Castello 170 milioni di euro per tutta la rete di Gtt e per la metropolitana. Ne aspetta poi, per una serie di crediti accumulati tra il 2010 e il 2012, altri 140, di cui 120 per il funzionamento di tram e autobus e 20 per la metropolitana. Un totale di 310 milioni solo per Torino, che certo non possono trovare copertura nei 485 milioni che la Regione intende stanziare quest'anno per tutti i trasporti piemontesi, compresi i contratti con Trenitalia. Peraltro con annunciati venti rivolta da parte delle aziende di trasporto che minacciano di interrompere il servizio, licenziare lavoratori o metterli in cassa integrazione. Anche sul fronte dell'assistenza, già decisamente impoverito di risorse negli ultimi anni, non ci sono buone notizie: nel 2011 il Comune riceveva dalla Regione 40 milioni all'anno, che sono diventati solo 25 l'anno scorso (con conseguenti tagli sull'assistenza domiciliare di anziani e disabili) e sui fondi previsti nel 2013 non c'è alcuna certezza. Se poi, come pare, la Regione dovesse chiudere quasi del tutto i rubinetti dei finanziamenti per istituti, enti, associazioni e progetti culturali, la galassia della cultura avrebbe altra possibilità che andare a bussare alle porte del Comune, ancora più forte di come fa già ora.