E’ arrivata quando l’aula del Senato era già gremita, un po’ come quando entri al Camp Nou in ritardo, il Barcellona è in campo e sugli spalti sono già novantamila: uno spettacolo che può mozzarti il fiato, se non l’hai seguito pian piano nel suo comporsi. Federica Chiavaroli, Pdl, matricola pescarese al Senato, ha passato buona parte della mattinata inaugurale del nuovo Parlamento nelle stanze lontane dove i plurieletti scelgono quale seggio accettare, in attesa che Silvio Berlusconi lasciasse ufficialmente libero per lei il suo posto in Abruzzo: «Quando mi hanno detto che era fatta, che potevo andare, sono entrata nell’aula ed era strapiena. Mi è sembrata enorme. Un’emozione incredibile. Ho fatto gli auguri a tutti gli altri eletti abruzzesi che ho incontrato, poi mi sono seduta. E la mia avventura è cominciata». In quel momento l’aquilanissima Stefania Pezzopane, Pd, era già al suo posto, sul lato di sinistra dell’emiciclo di Palazzo Madama: «Accanto a me ho trovato tante belle persone, di fronte un po’ meno. Ma ho pensato ad altro, ho pensato: è la prima volta che sono qui, ce la farò a farmi sentire?
Ce la farò a ricordare a quest’aula che siamo qui per la nostra gente? Ho tante idee, voglia di fare. Mi è dispiaciuto votare subito scheda bianca, spero che il passo indietro del Pd serva».
Cambio di scena, Montecitorio. Il drappello di debuttanti è cospicuo. Toni Castricone, Pd, di Popoli, con i colleghi abruzzesi del suo partito ha già presentato una proposta di legge per abrogare l'articolo 35 del Decreto Sviluppo e con esso pareri e autorizzazioni sulle perforazioni in Adriatico: «Un segnale chiaro della nostra presenza, fin dal primo giorno. Quanto a me, l’effetto-Montecitorio è stavo ovviamente grande, schiacciante. Ma la gioia e la voglia di lavorare è tanta, c’è bisogno di uno sforzo comune e disinteressato». Sui banchi democrat c’è anche la vastese Maria Amato: «Ero già emozionata alle procedure di accreditamento, figurarsi al debutto in aula. A cinquant’anni suonati l’impatto con il nuovo, con i grandi volumi, con questo palazzo, con simboli che trasmettono il respiro della storia è forte, è una scarica di adrenalina. Che voglio subito indirizzare verso i problemi del Paese e la sua governabilità». Giulio Sottanelli, montiano e rosetano, ha un pensiero per chi è fuori dal palazzo: «Tutti dovrebbero fare quest’esperienza, almeno una volta. Auguro a tutti di partecipare a una competizione elettorale e di guadagnare un posto in Parlamento, ovviamente meritandolo». Inutile dire che il massimo delle attenzioni le ha calamitate la nutrita pattuglia grillina, studiata fin nelle minime mosse. Gianluca Vacca, pescarese, come nella consuetudine del M5S ha affidato alla rete, in questo caso a Twitter, un ironico pensiero nel giorno dell’esordio, mentre i deputati si avvicendano al voto per la presidenza dell’assemblea: «A Alfano...B Bossi, Bersani, Brunetta, Buttiglione...C Capezzone...Sfila nella cabina il meglio della politica degli ultimi decenni». Per poi aggiungere: «E’ un’emozione fortissima, lavoreremo sodo».
Tra i tanti debuttanti ce n’era uno di ritorno. Gianni Melilla, vent’anni dopo. Oggi è un deputato di Sel. «Emozionato? Certo, anche più della prima volta. Emozionato e soddisfatto per essere riuscito a tornare qui dopo tanto tempo. Ma l’emozione dura poco, c’è un Paese che aspetta risposte, c’è tanta gente senza lavoro, c’è chi vive male e pretende aiuto da chi occupa queste poltrone. Dobbiamo esserne consci, e mostrarci degni del voto che ci ha concesso di sedere qui. Mettiamoci all’opera».
La legislatura è iniziata, chissà quanto durerà. Massima è l’incertezza. Che duri il giusto, e se non il giusto almeno l’indispensabile. Insomma, che serva a qualcosa.