AVEZZANO. C’è una straordinaria e probabilmente studiata convergenza di intenti per quanto riguarda l’apertura del Centro smistamento merci-interporto di Avezzano. Il sasso nello stagno lo ha lanciato Giuseppe Di Pangrazio, avezzanese e consigliere regionale Pd, l’altro giorno invitando l’assessore ai trasporti Morra a incontrare immediatamente i sindaci marsicani che lo vogliono aperto ed operante. Ieri a sua volta l’assessore Morra ha risposto che l’opera sarà varata entro settembre, come previsto e non ci sono ritardi che possano dar luogo a critiche. In verità alcune perplessità nelle ultime ore sono sorte oltre alla semplice constatazione che non si vedono lavori in corso che possano far ipotizzare una imminente apertura.
Mentre Morra e Di Pangrazio duellavano attraverso i media, le ferrovie dello stato decidevano la chiusura immediata di un paio di stazioni ferroviarie lungo la Pescara-Roma e solo in territorio abruzzese. Nel Lazio ovviamente tutto funziona a meraviglia.
Non si capisce allora come mai l’apertura del centro smistamento merci di Avezzano sia stata rinviata a settembre e la chiusura delle stazioni ferroviarie no. Il centro in parola, infatti è attualmente collegato alla ferrovia Pescara-Roma attraverso un paio di chilometri di strada ferrata recentemente completata dalla ditta Tuzi di Balsorano e che è evidentemente destinata al trasporto delle merci su rotaia. Il più auspicabile dei metodi visto che gli altri inquinano più della linea ferrata e vengono puntualmente bloccati in inverno da un’autostrada che si chiude alla prima neve come del resto accaduto anche quest’anno.
E proprio ieri nel corso dell’incontro tenutosi ad Avezzano con Luciano D’Alfonso, parlando proprio di regione, questi ha messo il sistema dei trasporti al centro del discorso giudicandolo prevalente rispetto a tutte le altre esigenze. Il teatro di Chieti - ha detto D’Alfonso - può essere utile anche a Pescara ma la trasportistica (proprio questo il neologismo usato per l’occasione) non può essere raggruppata, deve essere diffusa. Il ragionamento è assolutamente condivisibile. E allora? Attualmente nel Centro smistamento merci di Avezzano sono ospitate Croce rossa e Corte d’appello. «Che ovviamente resteranno» ha avuto occasione di spiegare Di Pangrazio. Ma sui settanta ettari di infrastrutture sui quali è dislocata la struttura avezzanese pare evidente che, insomma, tutti possano e debbano convivere proprio a cominciare dalla Croce Rossa «che in occasione del terremoto dell’Aquila operò proprio da quei luoghi» come ha commentato la vicepresidente nazionale Maria Teresa Letta. Certamente, insomma, una occasione del genere non può essere persa e una spesa simile non può essere ignorata né una infrastruttura quasi terminata lasciata alle erbacce.