Agli studenti da Scanno è stato assicurato il trasbordo: un disagevole pellegrinaggio tra autobus, minibus e tratti a piedi che, seppur con ritardi, ha portato tra i banchi ieri il centinaio di utenti rimasti isolati dalla frana verificatasi giovedì scorso sulla provinciale 479 all'altezza di Anversa. Ma a rimanere a piedi, costretti a fare l'autostop o ad affittare mezzi privati, sono rimasti i professori, quelli che dalla Valle Peligna devono recarsi ogni mattina nella Valle del Sagittario. Per loro non è stato previsto alcun servizio sostitutivo, costretti ad affidarsi al buon cuore dei passanti, al loro portafogli e alla prestanza fisica: sì perché tra la zona interrotta e i «primi segni di civiltà - spiegano - dobbiamo percorrere quasi due chilometri a piedi, in montagna, d'inverno e di mattina presto». Dall'Arpa fanno sapere di stare compiendo «sforzi enormi - spiega il direttore Antonio Montanaro - perché abbiamo dovuto affittare i due minibus per gli studenti e abbiamo garantito il trasporto anche agli operai della Magneti Marelli con corse dedicate. Di più al momento non possiamo fare». La speranza è che la viabilità sulla 479 venga ripristinata in fretta: in molti, specie gli operatori turistici, si augurano, con molto scetticismo, entro Pasqua. Una scadenza importante per le stazioni turistiche della Valle del Sagittario: una corsa contro il tempo a cui la Provincia ha contribuito approvando ieri una delibera con cui si stanziano 160 mila euro, non senza polemiche con la Regione. «Il disinteresse della Regione è oltremodo preoccupante, se si pensa che l'importo impegnato per l'intervento sulla 479 è esiguo se paragonato a quelli che dovranno essere effettuati su altre strade provinciali. La Provincia - lamentano il presidente Del Corvo e l'assessore Liris - non può continuare a svolgere una funzione così importante, come la viabilità, senza i necessari trasferimenti della Regione e l'indifferenza non è certamente l'ingrediente giusto per risolvere i problemi».