Il mercato torna sulla strada-parco a sei mesi dal trasferimento nel quadrilatero di piazza Duca degli Abruzzi. Dalle mozioni e interrogazioni, spesso insignificanti discusse in Consiglio comunale, stavolta è emersa invece una notizia importante, attesa dai residenti e dagli stessi ambulanti del mercoledì. Ieri si è deciso di soprassedere alla mozione presentata addirittura il 22 ottobre da Antonio Blasioli «perché che senso ha decidere ora quando - ha detto Lorenzo Sospiri - quando la Regione si esprimerà fra quindici giorni? Dopo quella data ne riparleremo». Quale che sia la decisione della Regione sullo studio presentato dalla Gtm per avere il via libera sul progetto della filovia, i tempi sono destinati fatalmente ad allungarsi. Infatti, se la Regione darà ragione alla Gtm sul fatto che i lavori della filovia non hanno alcun impatto ambientale, riaprendo in pratica il cantiere sospeso dal 24 ottobre, comitati cittadini, Wwf ed esponenti politici presenteranno subito ricorso al Tar, bloccando di nuovo i lavori. Se, invece, la Regione non dovesse accogliere la richiesta, la Gtm sarebbe costretta comunque a modificare il progetto con inevitabile allungamento dei tempi prima di riaprire il cantiere. Insomma, in un caso o nell'altro non ha più senso che il mercato resti lì dove è stato trasferito il 10 ottobre, creando per giunta disagi notevoli sia a chi arriva in città da nord (sulla Nazionale e sulla riviera) sia ai residenti che ogni mercoledì si ritrovano ingabbiati fra bancarelle e difficoltà di uscire ed entrare con l'auto. Alle pressioni dei comitati e del Pd, la maggioranza ha risposto con un'apertura significativa, mentre fino a un mese fa sembrava che non si potesse fare marcia indietro. E lo stesso assessore al Commercio Gianni Santilli ha ammesso le criticità causate dallo spostamento del mercato nelle quattro vie attorno a piazza Duca degli Abruzzi: «I problemi principali - ha detto - si verificano in via Cadorna, dove le bancarelle iniziano a ridosso della Nazionale. Lo spostamento fu dettato dall'esigenza tassativa della Balfour Beatty di procedere all'elettrificazione della strada-parco per consentire al filobus di effettuare le prime prove». Ma due settimane dopo il "trasloco", il cantiere della filovia fu sospeso, mentre cominciavano a fioccare le proteste dei cittadini e di alcuni commercianti, che si sentivano penalizzati essendo stati relegati nell'ultimo tratto di via Solferino. A fine gennaio, con la presentazione dello screening da parte della Gtm sembrava che i lavori della filovia potessero riprendere a metà maggio e andare avanti sono alla conclusione. Ma con la spada di Dàmocle dei ricorsi contro la Via in sanatoria, che comitati e Wwf sono sicuri non si possa concedere perché non prevista da alcuna legge nazionale e comunitaria, i tempi di riapertura del cantiere si dilateranno. E allora, ecco la presa di coscienza da parte della maggioranza e del Consiglio comunale: se ne riparlerà fra due settimane quando la Regione avrà detto la sua.