ROMA Segnato un punto a suo favore con l’elezione dei presidenti delle Camere, Pier Luigi Bersani si avvia all’esame più impegnativo accingendosi a salire al Quirinale, dove conta di ricevere da Giorgio Napolitano, entro la settimana, l’incarico di formare il governo. Nel programma del leader democrat gli otto punti che dovrebbero costituire l’agenda del nuovo esecutivo. E tra questi Bersani sembra voler puntare sul conflitto di interessi. Tema, questo, assai a cuore del Movimento 5Stelle, da cui il segretario del Pd continua a sperare in un soccorso ”mirato“ in Parlamento. La proposta di legge di Largo del Nazareno parte dall’abrogazione della legge Frattini del 2004 che ha regolato finora la materia, irrigidendo ed estendendo la normativa non solo alle cariche di governo, ma anche a quelle di Regioni, enti locali e autorità indipendenti. L’incompatibilità sarà estesa anche alla mera proprietà di imprese, azioni o quote di società. Viene stabilito, infatti, che «nel caso di soggetti legati allo Stato, alle Regioni o agli enti locali, da rapporti concessori o di finanziamento, l’ineleggibilità (o incompatibilità) opera anche indipendentemente dalla qualità formale di concessionario, ovvero dalla carica sociale rivestita dal soggetto interessato, dovendosi guardare anche al dato sostanziale della proprietà o del controllo della società o dell’impresa interessata».
IL CASO MEDIASET
E’ evidente che questa norma scioglierebbe il nodo del caso Mediaset, nel quale finora l’ineleggibilità è stata applicata al presidente della società, Confalonieri, e non al proprietario, Berlusconi.
La proposta di Bersani, tra l’altro, prevede maggiori poteri all’Antitrust sui conflitti di interessi; il mandato irrevocabile a vendere le partecipazioni per evitare la sanzione di decadenza; l’impossibilità per chi ha precedenti penali a sedere in assemblee elettive; l’abbassamento o l’eliminazione dei limiti di pena che danno luogo a incandidabilità per i reati più gravi: via il limite di due anni oggi previsto per mafia, terrorismo e reati contro la Pubblica Amministrazione, una qualsiasi condanna per i quali sarà causa di esclusione dalle elezioni. Richiesto anche l’abbassamento da tre a due anni del limite minimo di pena in caso di condanne per altri delitti e l’estensione dell’incandidabilità anche a quelli colposi. Alla proposta del Pd è arrivata ieri sera il viatico di un rapporto dell’Antitrust in cui si afferma che «una rivisitazione dell’attuale disciplina del conflitto di interessi può migliorare il funzionamento delle istituzioni e l’immagine-Paese nelle sedi internazionali».
Altro impegno di Bersani, di fatto propedeutico alle consultazioni del Colle per il conferimento dell’incarico, è quello della scelta dei capigruppo di Camera e Senato, che tutti i gruppi parlamentari dovranno compiere entro oggi. Nel Pd si è discusso tra due ipotesi, una ispirata al modello Grasso-Boldrini, che presupporrebbe un rinnovamento totale rispetto alla conduzione della passata legislatura e l’altra che prevederebbe la riconferma, o il congelamento per un periodo di tempo magari limitato alle consultazioni di Napolitano, dei vecchi capigruppo Dario Franceschini, alla Camera, e Anna Finocchiaro al Senato.