PESCARA Rottamato dal Porcellum nel suo Abruzzo, per via di un sistema elettorale che ha consentito al Pdl di fare bottino pieno a Palazzo Madama. Rimesso in partita dai giochi virtuali della politica per la corsa al Quirinale o la guida di un Governo del Presidente. Chi immaginava Franco Marini ormai a bordo campo, a godersi lo spettacolo, rischia di vedere adesso un altro film.
Classe 1933, originario di San Pio delle Camere, il presidente emerito del Senato sembra entrato a pieno titolo nello scacchiere della partita che vede al tavolo il Pd di Bersani, il Pdl di Alfano-Berlusconi e il M5S di Beppe Grillo. Un nome ritenuto in qualche modo neutro, nonostante Marini sia uomo di apparato del Partito democratico, che non dispiacerebbe affatto al centrodestra nel caso in cui Beppe Grillo dovesse farcela a riportare i suoi sull'Aventino. Angelino Alfano lo ha detto due giorni fa rispondendo alle domande di Lucia Annunziata: se il Pd ci offre il nome di un moderato per la guida del Governo potremmo anche votarlo in cambio del Quirinale. E sembra che mentre il segretario parlava in tv, Berlusconi avesse già sussurrato ai suoi in un orecchio proprio il nome di Marini. La risposta di Bersani è per il momento di chiusura: «No a scambi indecenti». Anche perché con quel che sta accadendo dopo l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, il leader del Pd confida ancora in una implosione del M5S che garantisca i numeri per governare senza dovere scendere a patti con il diavolo. Se questo non dovesse accadere, il pallino tornerà nuovamente in mano a Napolitano e anche il nome di Marini potrebbe entrare a far parte di quella rosa di personalità di garanzia da cui attingere per dar vita ad un Governissimo del Presidente, sia pure a termine.
L’UOMO DI APRILE
Lasciando per un attimo da parte i se i ma della politica, c'è poi un'altra curiosità da rilevare ai fini puramente statistici: il mese di aprile, ormai alle porte, sembra portare davvero bene a Franco Marini: nato il 9 aprile del 1933, nominato ministro del Lavoro e della previdenza sociale il 12 aprile del 1991 con il Governo Andreotti, eletto per la prima volta in Parlamento alle elezioni del 5 e 6 aprile del 1992, eletto presidente del Senato il 29 aprile del 2006.
Cattolico proveniente dalla scuola delle Acli e della Democrazia Cristiana, già segretario nazionale della Cisl, Marini è sempre stato candidato in Abruzzo, dove l'ultima volta però è andata male per il suo partito. E qui la domanda è d'obbligo: cosa sarebbe successo se si fosse votato nel mese di aprile? Ce lo dirà la primavera.