I capigruppo Crimi e Lombardi affiancati da due “coordinatori”. Forse anche Casaleggio alle consultazioni al Quirinale
ROMA Beppe Grillo fa una mezza marcia indietro e attenua i toni minacciosi nei confronti dei senatori che sabato in aula hanno votato Piero Grasso come presidente della Camera. Ma dà un forte giro di vite nominando due «tutor» per i capigruppo, e fa filtrare la notizia che alle consultazioni da Napolitano andrà con Gianroberto Casaleggio, il discusso guru del movimento. Dopo aver minacciato un rapido «processo» nei confronti dei senatori, e relative richieste di dimissioni, il leader del Movimento, pur sempre con toni severi, ha per metà assolto gli “allievi” che hanno contravvenuto al «contratto con gli elettori», concedendo loro «la buona fede». Ma - ha avvertito - il movimento «non deve cadere in queste trappole, chi ha firmato il contratto deve mantenere la parola per una questione di coerenza e di rispetto verso gli elettori». E poi è arrivata la nomina di Daniele Martinelli e Claudio Messora, due blogger molto conosciuti e da anni fedelissimi di Grillo, a coordinatori «che si interfacceranno con i capigruppo». Due esterni (al Parlamento) di sua fiducia, ma soprattutto sostenitori della «linea dura verso chi sgarra. Va da sé che vengono sconfessati i due capigruppo di fresca nomina, Roberta Lombardi e Vito Crimi, ma soprattutto il secondo che alla prima prova «vera» al Senato ha incontrato grosse difficoltà. Molti senatori hanno criticato Crimi, che non avrebbe dato indicazioni chiare durante la riunione pre-voto. E prima di tagliare teste di senatori (mossa molto azzardata) Grillo ha subito depotenziato il capogruppo del Senato. In altra posizione appare la Lombardi, che già sabato aveva preso una posizione vicina a quella del suo leader. Espulsioni-dimissioni sospese dunque, e ieri sera i parlamentari del M5S si sono riuniti di nuovo (in diretta streaming) per eleggere i candidati al posto di questore, che saranno la piemontese Laura Castelli e la calabrese Carla Ruocco (Luigi Di Maio invece per la vicepresidenza della Camera). Incarico ritenuto strategico dal movimento, dato che il questore di fatto controlla i bilanci delle Camere. Ma per eleggere il questore, M5S avrà bisogno dei voti del Pd, e questo è un nodo non da poco visto che la linea di Grillo è quella di non fare accordi con i partiti. Il senatore Francesco Molinari ieri ha sostenuto che «sarebbe uno scandalo se non ci concedessero un questore». Ma visto che di mezzo c’è il voto in aula, agli osservatori non appare tutto così automatico. Anche ieri Grillo, parlando della spaccatura al Senato, ha avvertito dal suo blog: «Era già tutto fatto per metterci in difficoltà e lo schema si ripeterà. Berlusconi proporrà persone irricevibili, il pdmenoelle delle foglie di fico. Non dobbiamo cadere in questa trappola». Ma allora, il M5S dove andrà a prendere i voti che gli servono? Intanto la notizia della nomina dei due «commissari» ha scatenato molte proteste sul blog di Grillo. «Questo sì che è un buon motivo per dimettersi: essere messi sotto tutoraggio come se incapaci di intendere e volere», sostiene Viola Sorbello. «In poche parole i nostri eletti al Parlamento sono stati commissariati?» si chiede Luigi Coniglio da Foggia. «Azz... capivo di più i comunicati della democrazia cristiana !!», si lamenta Massimo. «Mi sfugge il ruolo chiave che dovrebbero avere Messora e Martinelli, comincio ad essere perplesso», dice Valentino