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Pescara, 22/03/2026
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Data: 20/03/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Sfiorata la rissa tra Masci e Castiglione La legge elettorale accende lo scontro tra gli assessori

PESCARA C’è mancato poco che venissero alle mani. Dismesso l’aplomb da assessore, Carlo Masci e Alfredo Castiglione sono schizzati dalle sedie pronti a passare alle vie di fatto. E il violento battibecco sarebbe sfociato in rissa - racconta un testimone - se qualche collega di Giunta non si fosse catapultato a separarli. Il duello è andato in scena ieri nella riunione di maggioranza convocata dal presidente della Regione Gianni Chiodi. Ad accendere la miccia è stata la legge elettorale, che martedì prossimo tornerà in Consiglio. Ma prima di esaminare la questione c’era da placare il malcontento di alcuni assessori che negli ultimi tempi si sono visti bloccare leggi e delibere per le quali ritenevano ci fosse la copertura finanziaria. Proprio per fare chiarezza, Chiodi ieri ha riunito attorno al tavolo anche dirigenti e funzionari della Regione. Nel mirino delle proteste, i settori del bilancio e del personale (che fanno capo agli assessori Masci e Carpineta), per una serie di pareri negativi che hanno rallentato o fermato l’iter di provvedimenti riguardanti, tra l’altro, l’erogazione di fondi a vari enti e alcune nomine dirigenziali. I funzionari regionali ieri hanno spiegato che all’origine dei problemi ci sono i tagli e i mancati trasferimenti: all’appello mancano 45 milioni di euro e dunque molte somme iscritte nel bilancio di previsione sono sparite. Comunque, per superare le «incomprensioni» nate tra i vari settori, il presidente Chiodi ha deciso ieri di fissare una serie di riunioni tra assessori e funzionari. Il dibattito, già animato, è diventato incandescente quando si è affrontato l’argomento della riforma elettorale. Il pomo della discordia è la soglia di sbarramento, che il Pd vuole elevare al 6% per le liste che corrono da sole e al 4% per quelle in coalizione, mentre i partiti minori premono per un tetto più basso, del 4% e del 2%. Percentuali, queste ultime, caldeggiate ieri da Masci, che alle ultime elezioni politiche si è candidato al Senato con la sua lista «Rialzati Abruzzo». «A che titolo parli - gli ha urlato allora Castiglione -, tu non dovresti neppure essere qui oggi, dopo quello che hai fatto». Masci gli ha risposto per le rime, qualcun altro si è intromesso facendo notare a Castiglione che lui stesso non è un campione di fedeltà, avendo in passato traslocato provvisoriamente a casa di Fli. Insomma, ne è nato un parapiglia, concluso con un fragoroso sbattere di porte: Castiglione se n’è andato promettendo una valanga di emendamenti (ma il termine per presentarli è scaduto). Masci alla fine vedrà accolta la sua richiesta: come «Rialzati Abruzzo» anche La Destra e Fratelli d’Italia non vogliono una soglia di sbarramento alta. E il Pdl ha tutto l’interesse ad allargare la coalizione in vista delle regionali.

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