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Pescara, 22/03/2026
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Data: 20/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Pd riapre al dialogo e il prefetto ringrazia. Missione compiuta da D’Antuono, presto il bis col centrodestra

Alla fine il caffè non l’ha preso nessuno. L’ora (le 13,15) consigliava più un aperitivo, così l’incontro tra prefetto e consiglieri comunali del Pd s’è concluso con calici alzati. Di crodino. Brindisi che D’Antuono spera adesso di bissare con sindaco ed esponenti di centrodestra per sancire una tregua, se non la pace, tra maggioranza e opposizione a Palazzo di città. Messa da parte la forma, dell’incontro di ieri a Palazzo di governo resta la sostanza, e non è poca.
MORALSUASION
Spogliatosi in partenza dell’autorità legata al suo ruolo istituzionale, il prefetto Vincenzo D’Antuono ha avviato un’azione di moralsuasion mettendosi al servizio della città, un po’ come ha fatto e sta ancora facendo per fronteggiare l’emergenza del porto. La mancata ratifica dell’accordo di programma sull’ex Cofa è stata la scintilla che il 3 marzo ha fatto deflagrare lo scontro in consiglio comunale. Schiacciata dall’ostruzionismo esasperato dell’opposizione nient’affatto disposta ad accettare una delibera al buio, la maggioranza ha mancato l’approvazione dell’accordo e per questo il sindaco Albore Mascia ha espresso rammarico in una lettera al prefetto. Tirato in ballo, quest’ultimo ha ricevuto ieri prima il presidente del consiglio comunale Roberto De Camillis e subito dopo una delegazione del Pd composta dai consiglieri Di Pietrantonio, Del Vecchio, D’Angelo, Alessandrini, Fusilli, Diodati e Corneli. Obiettivo: distendere gli animi per evitare di scatenare in aula consiliare tensioni e conflitti di una campagna elettorale lunga un anno. Missione compiuta, stando agli intervenuti: il che vuol dire che la missiva del sindaco Mascia, benché inusuale e interpretata dal Pd come una manifestazione di debolezza, un senso alla fine l’ha avuto.
SI’ AL CONFRONTO
«Al prefetto abbiamo assicurato la nostra totale disponibilità al confronto in aula nell’interesse di Pescara: siamo per fare le cose e farle per bene» ha dichiarato il capogruppo Pd Moreno Di Pietrantonio uscendo da Palazzo del governo. «Sua eccellenza si sentirà con il sindaco e la maggioranza e il dialogo in Comune dovrà riprendere dove s’era interrotto» ha aggiunto Del Vecchio. «Dovremo capire cosa si andrà a realizzare sull’ex Cofa» ha detto Alessandrini. Il prefetto ha prestato ascolto con attenzione, «s’è parlato di tutto, l’atmosfera è stata cordiale». D’Angelo ha colto l’occasione per consegnare al prefetto un verbale di seduta consiliare del 20 febbraio 2009 in cui l’allora consigliere di opposizione Luigi Albore Mascia dichiarava che «l’ostruzionismo è una forma assolutamente democratica». Della serie chi la fa l’aspetti.
Anche De Camillis, presidente dell’assise civica, ha illustrato al prefetto il suo punto di vista: «Ho parlato dell’atteggiamento del centrosinistra, ma ho anche ricordato le mancanze di una maggioranza che spesso ha disertato le sedute. Occorre dialogare di più sui progetti dalla nascita fino all’approvazione, non si può pretendere che un accordi di programma venga accettato a scatola chiusa».
I PROGETTI
La mano tesa dell’opposizione al sindaco e al centrodestra è stato il finale che il prefetto auspicava. L’apertura al confronto era arrivata il giorno prima anche da parte del Pdl con il consigliere Sospiri. Lo stesso sindaco Mascia ha avviato un’azione di disgelo con Di Pietrantonio nei corridoi del Palazzo. In Consiglio si riparlerà presto di ex Cofa e stanno intanto per arrivare Pp2 e Pp7, legge urbanistica e parco nord. Temi fondamentali per lo sviluppo della città. Il primo passo verso una riconciliazione politica lo ha compiuto ieri l’assessore Antonelli, accogliendo indicazioni del Pd per il rinnovo della concessione a Pescara Gas per dieci anni. E’ quello che i pescaresi chiedono.

Collevecchio: «Il Comune è autonomo»
D’Alfonso: «L’opposizione va convinta»

Un sindaco che attraversa la strada per andare dal prefetto a lamentarsi dell’ostruzionismo dell’opposizione su una delibera. Inconcepibile per Carlo Pace, primo cittadino di Pescara dal 1994 al 2003, nello stesso partito in cui milita oggi Luigi Albore Mascia. Anzi, fu proprio Carlo Pace a volere quel giovane e promettente avvocato nella sua giunta, anche se adesso il giudizio sul suo allievo: «L'altro giorno parlavo di questa vicenda con mia moglie e ho detto che mi ricordava un mio amico piuttosto timido che quando non lo facevamo giocare scappava dalla mamma a lamentarsi. Battute a parte, mi meraviglia molto che un sindaco non sappia che il Comune e la prefettura sono due istituzioni assolutamente separate. Anzi, mi meraviglierei se il prefetto, moral-suasion a parte, intervenisse con un atto ufficiale». Carlo Pace dice di più: «Mi chiedo di cosa si lamenti il sindaco. La minoranza può ritardare l’approvazione di una delibera, come accadeva anche a me, ma non bloccarla. Se questo avviene è perché hai un problema all’interno della tua maggioranza. L’opposizione si limita a fare il suo mestiere».
Poi c’è Luciano D’Alfonso, il predecessore di Albore Mascia: «Non entro nel merito dell’iniziativa del sindaco, ricordo però a me stesso che quando ho avuto il compito di amministrare la città mi preoccupai subito di una cosa, convincere chi occupava i banchi dell’opposizione che le scelte di quella amministrazione erano vincenti. E credo di essere stato sufficientemente convincente, visto che già nel primo mandato furono una decina i consiglieri comunali che abbandonarono gli scranni dell’opposizione per aderire al centrosinistra».
Un altro ex sindaco, Mario Collevecchio, studioso della materia, riporta il caso sul piano tecnico: «La riforma del 1990 sul riordino delle Autonomie locali elimina ogni possibilità di interferenza delle prefetture sulla legittimità degli atti dei Comuni. Questo è un caso molto anomalo e direi anche alquanto strano. In Emilia o in Toscana nessuno si sarebbe mai sognato di agire così».

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