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Pescara, 22/03/2026
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Data: 20/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso il nuovo governo - Napolitano dà il via alle consultazioni e Bersani gioca la carta dell’incarico

ROMA Finalmente si scoprono le carte. Dopo giorni di attesa e di polemiche anche aspre, Giorgio Napolitano potrà ascoltare dalla viva voce dei principali protagonisti del nuovo schieramento parlamentare i reali intendimenti di ciascuno e quindi farsi un’idea precisa per l’incarico del nuovo governo. Infatti cominciano stamane le consultazioni al Quirinale con un programma di appuntamenti con i vertici istituzionali e i capigruppo che dovrebbe consentire, presumibilmente venerdì, al capo dello Stato di conferire l’incarico. I primi a salire sul Colle saranno i presidenti delle Camere Grasso e Boldrini. Ma la giornata-clou sarà domani: prima i grillini, poi il Pdl-Lega, chiuderà il Pd nel tardo pomeriggio.Ovviamente è difficile azzardare un pronostico non tanto sulla scelta quanto sulle sue effettive probabilità di successo. «L’incarico dipenderà da ciò che scaturirà dalle consultazioni, il resto sono fantasie», si limitano a ripetere come un refrain sul Colle.
LE POSIZIONI

Ma è ormai assai probabile che se - come tutto lascia presumere - Pier Luigi Bersani quale leader del Pd (cioè del partito che dispone della maggioranza assoluta dei seggi alla Camera e relativa al Senato) si proporrà per la formazione del nuovo governo, il capo dello Stato gli darà via libera. Nondimeno, anche in tale prospettiva, le consultazioni rappresentano un momento cruciale poiché Napolitano potrà avere - anche attraverso le annotazioni del segretario generale Marra - una registrazione fedele del pensiero dei principali partiti su alleanze e nuovo governo; a cominciare da Beppe Grillo che guiderà la delegazione del M5S. Bersani ha confermato che ribadirà il programma di governo in otto punti «per il cambiamento» già approvato dalla direzione del Pd, per chiedere a Napolitano di consentirgli di verificare «de visu» chi è disposto ad appoggiarlo; a cominciare ovviamente dai grillini. Il leader democrat spera di poter ripetere in qualche modo il copione che ha portato all’elezione di Grasso a Palazzo Madama. «Poi deciderà Napolitano di cui ho grande fiducia», ha ribadito ieri Bersani.
Ma è una strada molto stretta - è inutile negarlo - e il capo dello Stato è il primo ad esserne convinto; anche perché al Senato i numeri sono molto incerti. Quindi sarà interessante anzitutto verificare se e quale tipo d’incarico Bersani chiederà o eventualmente otterrà. Al tempo stesso, Napolitano ascolterà dalla delegazione del Pdl le ragioni per le quali il partito di Berlusconi auspica una soluzione di «larghe intese» con il Pd per il nuovo governo.
I NODI

Questo sarà uno dei primi nodi da sciogliere perché il Pd ha escluso categoricamente ogni ipotesi di «governissimo». E allora quale «piano B» Napolitano potrà esplorare nel caso in cui dovesse fallire il tentativo di Bersani? Si torna, neanche a dirlo, alla prospettiva di un «governo del presidente» ovvero di «un governo istituzionale». Di fronte ai veti incrociati e all’impossibilità di sciogliere le Camere appena elette, Napolitano potrebbe orientarsi su una personalità al di sopra delle parti (si è fatto nei giorni scorsi il nome del ministro Cancellieri) in cui nessun partito possa identificarsi per un percorso in pochi punti-chiave per evitare un immediato ritorno alle urne. Non a caso, forse, fino all’ultimo Napolitano ha auspicato «una condivisione di responsabilità» di fronte ai problemi politici che s’intrecciano a filo doppio con quelli economico-sociali.

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