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Pescara, 22/03/2026
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Data: 20/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
M5S: «Mai la fiducia al segretario del Pd». Il “coordinatore” Messora: «Neanche se cammina sui ceci». Grillo rivendica vicepresidenze e questori

ROMA «Bersani è stato bravo con Boldrini e Grasso, ma il Movimento non darà mai la fiducia a un governo guidato da lui, nemmeno se cammina di notte sui ceci». Parla Claudio Messora, uno dei due coordinatori dell'informazione spediti a Roma da Grillo e Casaleggio per evitare nuove gaffe del Movimento 5 Stelle. «Faremo il referendum sull'Euro, una mossa massonica di un gruppo di banchieri» aggiunge Claudio Martinelli, che sarà al controllo della comunicazione del gruppo dei Grillini della Camera. Il rapporto con i giornalisti per i nuovi eletti al Parlamento resta difficile e fa discutere la convocazione di una conferenza stampa della capogruppo Lombardi che però rifiuta di interloquire con i cronisti: «Solo comunicazioni nessuna domanda», dice dopo aver spiegato il metodo che il movimento ha intenzione di seguire per la formazione dell'ufficio di presidenza della Camera. «Siamo il primo partito, chiediamo vicepresidenze e questori, ma non faremo nessun accordo» mette in chiaro la capogruppo. Presentando i suoi candidati specifica che gli altri partiti «dovranno votarli», altrimenti si prenderanno la responsabilità di lasciar fuori il Movimento 5 Stelle dalla stanza dei bottoni. Laura Castelli, 26 anni che si definisce "mangiatrice di bilanci", è indicata per la carica di questore: «Rendicontare anche le caramelle» è la promessa, rivoltare il budget delle due Camere. Bersani sorride alla richiesta unilaterale: «Posizione curiosa ma noi siamo di buona volontà». Passano le ore ed è il neocapogruppo dei Democratici al Senato Luigi Zanda, che invita la delegazione dei 5 Stelle a un incontro per oggi. E' ancora la Lombardi a fare la voce grossa: «Andremo solo se sarà pubblico e faranno la diretta streaming altrimenti niente». Immediata la replica di Zanda: «Se il M5S ha l’esigenza di trasmettere in streaming il nostro incontro noi siamo d’accordo, ma è una domanda retorica, sapevano benissimo che noi saremmo stati d’accordo. Ma ho saputo poco fa che probabilmente questo incontro non si farà, credo che abbiano cambiato idea». Trasparenza con gli altri ma tra loro massima riservatezza con riunioni superblindate. Prima del voto però, l'intesa, anche senza scambi o contropartite, è in sostanza obbligatoria, prevista dal regolamento della Camera che stabilisce che nessun gruppo può restare fuori dall'ufficio di presidenza. Se accetteranno di sedersi al tavolo potranno eleggere un vicepresidente e un questore, altrimenti dovranno accontentarsi di uno dei segretari d'aula.

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