"Non abbiamo alcuna intenzione di andare in aiuto di Bersani", aveva detto Calderoli. Il leader del Carroccio corregge il tiro: "Siamo in una coalizione e concorderemo tutto con gli alleati, ma c'è bisogno di risposte"
La Lega potrebbe andare alle consultazioni al Quirinale in squadra con il Pdl. Nulla di ufficiale è ancora deciso, al momento, ma l'opzione di una delegazione comune è sul tavolo. E Roberto Calderoli avverte in diretta a Tgcom24: "Noi abbiamo mantenuto una linea di coerenza. Entrambe le cariche di Camera e Senato sono andate solo alla maggioranza, tuttavia Pierluigi Bersani non ha la maggioranza al Senato. Qualsiasi nostra azione verrà concordata con il nostro alleato del Pdl e non abbiamo alcuna intenzioni di andare in aiuto a Bersani".
Qualche ora più tardi, però il neogovernatore lombardo Roberto Maroni, numero uno della Lega, corregge il tiro rispondendo a una domanda sul possibile dialogo col Pd: "Noi siamo in coalizione col Pdl, per cui non faremo nulla che sia contro la coalizione: concorderemo tutto. Detto ciò, come governatore della Lombardia voglio un governo che mi dia risposte". "Io come governatore della Lombardia - ha spiegato il leader della Lega - sono interessato ad avere un interlocutore che mi dia risposte. Un interlocutore che ora non c'è: io voglio un governo che mi dia risposte". "Ovviamente - ha però precisato Maroni - ci muoveremo su un piano politico, come ci siamo mossi per i presidenti di Camera e Senato, di comune accordo con il Pdl".
Al termine della presentazione della sua nuova giunta regionale, a Maroni è stato chiesto delle offerte di dialogo alla Lega da parte di Bersani. "Sono cose interessanti - ha risposto - ma prima di tutto viene la lealtà, mantenere gli impegni presi". Linea che Maroni vuole tenere anche nei confronti di eventuali proposte da parte di Mario Monti: "Noi siamo tenuti agli accordi di coalizione e io voglio tenere fede a questi accordi. Monti era fuori e mi pare anche che in Lombardia avesse un suo candidato...".