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Pescara, 22/03/2026
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Data: 20/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Capigruppo, il Pd si spacca e tensione nel Pdl (I Capigruppo di Camera e Senato - guarda)


ROMA Sabato l’elezione dei due presidenti, Laura Boldrini e Piero Grasso, ieri quella dei capigruppo dei diversi partiti, domani i rispettivi uffici di presidenza composti da quattro vicepresidenti, tre questori e otto o nove (il numero varia in modo da garantire la rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari, compreso il Misto) segretari d’aula. Iniziano a prendere forma le istituzioni della XVII legislatura. Il punto, non da poco, è chi fa la maggioranza e chi l’opposizione, per assegnare tutti i posti vacanti. Per ora, si è riunita la prima conferenza dei capigruppo di Camera e Senato ed ecco il nuovo quadro dei gruppi.
DIVISI SU SPERANZA

Tutto liscio al Senato, dove presidente è stato eletto Luigi Zanda, dopo aver raccolto 70 firme per lui su 112 senatori. Tutto molto più complicato alla Camera dove, ritiratosi Dario Franceschini e tramontata la candidatura di Andrea Orlando, Bersani lancia la candidatura di Roberto Speranza (esponente di punta della squadra bersaniana alle primarie) che però sconta i malumori e le faide interne. Il franceschiniano Gigi Bobba chiede il voto segreto, Epifani si oppone, ma la richiesta passa. Alla fine, su 284 votanti Speranza incassa 200 voti, ma anche 53 schede bianche, sei nulle e 25 voti dispersi. Il totale dei contrari, pur se a diverso titolo, fa 84, quasi 90. Un brutto segnale.
QUOTE ROSA

I gruppi parlamentari del Pdl (98 deputati e 98 senatori) hanno confermato l’indicazione data personalmente da Berlusconi votando Renato Brunetta alla Camera e Renato Schifani al Senato per acclamazione. Vicepresidenti vicari dovrebbero essere nominati oggi Annamaria Bernini (Senato) e Maria Stella Gelmini (Camera), ma il fuoco cova sotto la cenere. A Montecitorio la terna degli incarichi istituzionali in quota Pdl (Maurizio Lupi alla vicepresidenza, Gregorio Fontana questore e Gioacchino Alfano segretario d’aula) è tornata a rischio. Le «amazzoni» (Biancofiore, Calabria, Giammanco, Di Girolamo, Santelli, Ravetto) sarebbero andate direttamente a palazzo Grazioli per ottenere le quote rosa. Ora Daniela Santanché insidia Lupi da vicino per la vicepresidenza, la De Girolamo punta a un posto da questore e la Ravetto da segretario d’aula. Toccherà al Cav decidere.
LA TERZA VIA MONTIANA

Al termine di un serrato braccio di ferro tra montezemoliani e cattolici, tra i montiani alla Camera ha prevalso un capogruppo terzo come Lorenzo Dellai, mentre Mario Mauro era già stato eletto l’altra notte all’unanimità presidente dei senatori di Scelta civica. I maroniani Giancarlo Giorgetti e Massimo Bitonci guideranno i gruppi leghisti. Alla Camera, però, i leghisti sono 18 e hanno raggiunto quota venti solo grazie all’iscrizione di due deputati autonomisti (uno valdostano e uno del Maie).
BLITZ AL MISTO

Venendo infine al gruppo Misto, alla Camera a guidarlo sarà il tabacciano Pino Pisicchio (Cd), al Senato toccherà, a sorpresa, alla vendoliana Loredana De Petris. Il Pdl ha infatti cercato di cambiare gli equilibri in corsa facendo iscrivere altri cinque membri al gruppo cui il Pd ha risposto a sua volta con altri tre prestiti. Il braccio di ferro ingaggiato dalla De Petris (sette voti) contro Luigi Compagna (Pdl, cinque voti) si è risolto con la sua vittoria. Sel ha invece diritto a un gruppo autonomo a Montecitorio, dove è stato prescelto Gennaro Migliore.

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