Arrivano i fondi per il trasporto pubblico locale, ma i sindacati fanno sapere che non sono sufficienti. Almeno per il Lazio. Per questo, nessun dietrofront da parte delle segreterie sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti e Faisa-Cisal sullo sciopero di domani. Si va avanti, i dipendenti del trasporto pubblico a Roma e nel resto d’Italia manterranno le braccia incrociate per l’intera giornata, salvo le fasce protette, perché quello che manca loro è, prima di tutto, il rinnovo del contratto nazionale, ormai fermo al 2007. Poi c’è anche il problema delle risorse economiche necessarie per garantire un efficiente servizio ai cittadini. E la situazione non è solo romana, ma si amplifica, assumendo i contorni del dramma, su scala nazionale.
I BONIFICI
Il ministero dei Trasporti e delle infrastrutture fa sapere, intanto, che, proprio oggi, partiranno i bonifici alle Regioni con i fondi destinati al settore trasporto. Circa cinque miliardi di euro complessivi, che però, secondo i sindacati, non sono sufficienti, visto il bisogno di 6,5 miliardi euro. Il Lazio beneficerà di 345,4 milioni di euro. «Ma questi soldi - spiega Marco Capparelli, rappresentante della Filt-Cgil Lazio - non bastano. Per quanto giusto e buono sia il fondo del trasporto locale, che aspettavamo da tempo, al Lazio mancheranno comunque, nel 2013, altri 150 milioni di euro. Mancano le risorse, a cui dovrebbe provvedere l’amministrazione locale. Quei soldi che entreranno oggi nelle casse della Regione sono destinati solo ed esclusivamente al trasporto, ma a tutto il resto? Alle risorse necessarie per il miglioramento del servizio chi ci pensa? Ai contratti di lavoro?». «La nostra regione, Roma in primis – prosegue – sta registrando una richiesta spaventosa da parte dei cittadini in fatto di trasporto pubblico. Il fondo è una buona cosa, ma non risolve il nostro problema. Se non riusciamo a pagare gli stipendi né tanto meno ad adeguarli, perché la Regione non dà quello che dovrebbe, come possiamo fare?». «Il Lazio ha evitato per molto tempo di destinare ai trasporti le risorse stanziate», aggiunge Giovanni Luciano, rappresentante della Ft-Cisl regionale, che aggiunge: «Se dal ministero mettono a disposizione quasi cinque miliardi a fronte di un bisogno che supera la disponibilità data, chi la copre la parte restante?».
LA NOVITÀ
Dal ministero delle Infrastrutture dunque arrivano decisioni destinate a rimodulare in parte la gestione pubblica di fondi destinati al servizio trasporti. Fino ad agosto, per sette mesi, con retroattività per il mese di febbraio – visto che il pagamento parte solo oggi – la Regione Lazio, come le altre, riceverà la parte che gli spetta e dovrà erogarla per intero, non potrà più decidere se e quanto demandare ai trasporti, né, tanto meno, potrà decidere di conservarne una parte per altri scopi. Da ora in avanti nessun escamotage sarà possibile nella gestione dei fondi ministeriali. L’ente territoriale si troverà a ricoprire soltanto il ruolo d’intermediario tra ministero e società. Ed è questa la novità varata dal governo e fortemente sostenuta dal viceministro alle infrastrutture Mario Ciaccia. Cioè quella di togliere alle Regioni la podestà sul trasferimento dei fondi. E se così non dovesse essere, nel 2014, il Lazio e le altre Regioni si troveranno sprovviste dei finanziamenti per i trasporti pubblici.