Gentile Direttore, leggo con stupore che le Ferrovie sarebbero restie ad istituire l'alta velocità sulla linea adriatica e, in particolare, nel tratto abruzzese, in quanto il traffico passeggeri attuale è scarso, e , prevedibilmente, non remunerativo dell'investimento. E' un argomento che non mi convince affatto, in quanto il ragionamento da fare è esattamente il contrario: il numero dei passeggeri è basso perché i treni sono troppo lenti e i cittadini preferiscono affidarsi ad altri mezzi di trasporto. Quando sono stati istituiti i "Freccia Rossa" sulla Roma-Milano i passeggeri erano quelli attuali? No di certo. Sono cresciuti proprio perché hanno potuto constatare che viaggiare in treno era non solo conveniente, comodo e sicuro rispetto alla macchina o allo stesso aereo o ma, addirittura, più rapido. Seguendo la logica di Trenitalia, non dovrebbero mai essere istituite linee nuove, perché non vi sono riscontri precedenti sul numero dei potenziali passeggeri. E' la stessa miopia aziendale che penalizza fortemente la Pescara-Roma da decenni: la paura di nuove iniziative, il timore di osare. Fanno bene, quindi, i vertici regionali e locali a protestare. Si facciano valere a suon di argomenti. Non è, infatti, una questione di campanilismo ma di strategia dei trasporti e visione complessiva della mobilità su rotaia che, tagliando fuori la dorsale adriatica, rischia di dividere il Paese in aree privilegiate e non, compromettendo l'esigenza di crescita e sviluppo proprio di quelle zone che maggiormente necessitano di investimenti e infrastrutture essenziali.
Giuseppe Quieti, ex consigliere di Amministrazione - Ferrovie dello Stato
Ho l’impressione che, per chi decide sulle grandi infrastrutture, l’Abruzzo sia solo un’espressione geografica. C’è un’Italia ’produttiva’, che sulla dorsale adriatica sembra finire ad Ancona, e poi c’è il grande Sud, che sulla costa est sembra principiare da Bari. Sui tavoli nazionali la politica locale è debole e non aiuta il fatto che l’Abruzzo sia privo di grandi città, che adesso sembrano il motore di qualsiasi iniziativa. Io non trovo così disastroso che l’alta velocità dei privati, il famoso Italo, abbia deciso di non spingersi Ancona. Ma ritengo vergognoso che Pescara sia collegata con Roma con un treno che, orari alla mano, impiega più tempo di 30 a nni fa. A questo punto tanto vale almeno investire sulle autostrade virtuali e dotare tutto l’Abruzzo della banda larga. Almeno.
(*) Direttore "Il centro"