ROMA Iniziate al Quirinale le consultazioni in vista della formazione del nuovo governo. E si rafforza l’ipotesi dell’esecutivo “di scopo”: un programma snello, condiviso da gran parte delle forze politiche, guidato da un tecnico o un esponente istituzionale.
A essere sentiti per primi ieri da Giorgio Napolitano i presidenti delle Camere e i rappresentanti dei gruppi minori. Oggi giornata clou con l’arrivo al colle dei leader di M5S, Pdl-Lega e Pd, ma è già braccio di ferro su chi dovrà ricevere l’incarico dalle mani del capo dello Stato. E se Nichi Vendola, in rappresentanza del gruppo Sel della Camera, non ha avuto esitazioni a indicare a Napolitano in Pier Luigi Bersani il destinatario della scelta, il Movimento 5 Stelle, per bocca del suo capogruppo al Senato Vito Crimi - ma è noto che tra i grillini ogni parola pronunciata su temi importati deve ricevere l’imprimatur del capo, lo stesso Grillo che stamattina guiderà la delegazione al Colle - ha preannunciato che a Napolitano verrà chiesto «quello che abbiamo sempre detto: un premier a 5 Stelle».
A indicare la «necessità assoluta di dare il prima possibile un governo al Paese» sono stati i presidenti del Senato, Grasso, e della Camera, Boldrini. Ricevuta in serata nello studio della vetrata al Quirinale, anche la delegazione di Scelta Civica, formata dal portavoce Andrea Olivero, da Lorenzo Dellai, Mario Mauro e dal segretario udc Lorenzo Cesa. L’indicazione dei montiani è andata in senso sostanzialmente opposto a quello di Vendola. Pur non ponendo alcuna pregiudiziale su Bersani, Scelta Civica si è espressa per «un governo stabile e solido che prosegua il cammino delle riforme e che sia sostenuto da un largo consenso, attraverso l’assunzione di responsabilità delle principali forze politiche disponibili sulla strada dell’Europa e delle misure necessarie al risanamento finanziario e alla crescita». In altre parole, una fotografia non dissimile dalla rappresentazione delle larghe intese che Vendola, invece, vorrebbe superare adottando «il metodo che con l’elezione dei presidenti delle Camere ha dato una prova di buona politica».
VENDOLA: NUOVO APPROCCIO
Lo stesso approccio, dice il leader di Sel, dovrebbe essere usato - ovviamente da Bersani - per arrivare a un governo «nella forma più innovativa e con tutto il coraggio di cui c’è bisogno per tirare l’Italia fuori dal pantano». Da parte sua, Bersani, anche nell’ottica di un esecutivo che cerchi di allargare i propri consensi in Parlamento, ha inviato a tutti i deputati e senatori il suo programma con gli otto punti per il «governo del cambiamento». Il leader democrat chiede a ciascuno dei destinatari «di assumersi la propria responsabilità con un sì o con un no davanti al Paese. Si tratta - aggiunge - di una proposta aperta, rivolta a chiunque voglia raccogliere la sfida del cambiamento».
Ieri Napolitano ha ricevuto anche i rappresentanti del gruppo misto nelle sue varie componenti, che hanno espresso posizioni diverse sul costituendo governo. Mentre gli esponenti del gruppo per le autonomie di cui fanno parte l’Svp e il Psi di Riccardo Nencini si sono espressi a favore dell’incarico a Bersani. Decisive le consultazione di oggi che si concluderanno con il colloquio con Bersani e i nuovi capigruppo del Pd, Zanda e Speranza. Il conferimento dell’incarico, probabilmente seguirà nella mattinata di venerdì.