Nessuna certezza sui fondi della ricostruzione. Per il consigliere comunale Giorgio De Matteis perfino la delibera Cipe del 21 dicembre scorso è subordinata al bello e cattivo tempo del governo. Illuminante una frase scritta nel corpo del provvedimento: «L’erogazione delle risorse avverrà secondo modalità temporali compatibili con i vincoli di finanza pubblica correlati all’utilizzo delle risorse del Fsc». Come dire: vi daremo quello che potremo, in barba a programmazione e cronoprogramma. Unica via, dunque per De Matteis e i suoi, è che il governo morente riesca a dare liquidità alla ricostruzione prima di andarsene (ripristino del plafond cassa depositi e prestiti). Questa la richiesta per il ministro Barca che oggi torna all’Aquila (ieri intanto gli staff hanno affisso 97 bollini su altrettanti edifici per monitorare la ricostruzione). «Speriamo sia l’ultima volta» aggiunge sommessamente De Matteis. «Siamo in mezzo ad un mare di guai - continua - Del resto Barca lo aveva detto che le risorse erano giuridicamente disponibili». Poi a sorpresa un altra rivelazione: «Nessun progetto Smart City è stato approvato dal ministero. Noi non siamo nella graduatoria» spiega. De Matteis spara poi contro il nuovo carrozzone della ricostruzione: l’ufficio speciale. «Ma quanti sono? E soprattutto dove sono? Concorsone, concorsino, esperti del Comune, nuovi consulenti e vecchi consulenti come i 9 saggi della struttura di Alta consulenza del costo di 40 mila euro ciascuno previsti dalla ordinanza 3923». Poiché l’ufficio speciale è uno «stipendificio» De Matteis annuncia che presenterà un esposto alla Corte dei Conti: «Cosa ha prodotto Aielli dallo scorso ottobre? Cosa hanno prodotto i consulenti?». Intanto la Funzione pubblica ha rassicurato i segretari comunali sul concorsone: il bando non ha vizi formali, si può procedere alla firma dei contratti. In coincidenza con la visita di Barca, anche Appello per L’Aquila boccia il cronoprogramma sulla ricostruzione. Fra i motivi, la mancanza di controllo e assenza di responsabilità; incapacità di prevedere le difficoltà; la mancata condivisione della programmazione con la cittadinanza e dello strumento con gli operatori; la tardività nella presentazione delle stesso; la sperequazione di trattamento tra cittadino e cittadino. L’assemblea cittadina invece, presenterà oggi al ministro un Libro bianco sulla ricostruzione.