La primavera è arrivata, la ricostruzione dei centri storici terremotati può partire. Il ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, delegato dal premier Mario Monti a seguire le vicende post sisma, aveva annunciato nelle scorse settimane che con la nuova stagione sarebbe iniziata una nuova era per L’Aquila ed i comuni del cratere. E probabilmente lo ribadirà questa mattina negli incontri che terrà prima nella facoltà di lettere all’ex San Salvatore, alla presenza di tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, e nel tour che nel pomeriggio effettuerà in alcuni comuni colpiti dal terremoto di quattro anni fa. Sul piatto ci sono gli oltre due miliardi di euro della delibera Cipe del dicembre scorso, ma secondo il consigliere comunale di L’Aquila città aperta Giorgio De Matteis «quei fondi sono disponibili solo sulla carta». In una riunione a dicembre il ministro Barca aveva annunciato lo stanziamento dei fondi «specificando che però erano giuridicamente disponibili - sottolinea De Matteis - Nella delibera, infatti, è scritto che l’erogazione avverrà con modalità temporali compatibili con di finanza pubblica e sono vincolate alle risorse per lo sviluppo e la coesione, ovvero gli ex Fas. Il che, detto in parole semplici, siamo in guai seri visto che quei soldi sono disponibili secondo il principio di competenza e non di cassa». Eppure, anche sulla base del documento approvato nel dicembre scorso, il sindaco Massimo Cialente ha presentato nei giorni scorsi il cronoprogramma degli interventi nel centro storico e nelle frazioni, sottolineando l’esigenza di un 1,2 miliardi di euro per i prossimi cinque anni. «Dove verranno presi questi soldi per arrivare alla conclusione della ricostruzione nel 2018, come annunciato dal sindaco? - si chiede De Matteis - Lo spiegherà agli aquilani ed al sindaco il ministro Barca nella visita che farà oggi? A me sembra molto un canto del cigno, piuttosto, al termine di un incarico che ha portato a convegni e alla presentazione del documento Ocse sugli scenari futuri per la città nel lungo periodo, ma non ha fornito alcuna risposta alle esigenze immediate di questa città». Nel frattempo, però, «si sta mettendo in piedi un altro carrozzone, quello dell’ufficio speciale, il cui responsabile Paolo Aielli non è ben chiaro cosa abbia prodotto finora. Oltre alle consulenze già in carico presso il Comune, inoltre, sono stati predisposti avvisi per nuove consulenze e assunzioni che si andranno ad aggiungere a quelle del concorsone e del concorsino? Dove vengono presi i soldi per queste operazioni, mi chiedo. Per questo non escludiamo di rivolgerci alla Corte dei Conti, affinché vengano controllate queste spese che, però, non hanno avuto alcun effetto benefico sulla ricostruzione» attacca ancora De Matteis che ha fornito anche i dati sulle pratiche per la ricostruzione. «Attualmente - ha chiosato - ci sono 1300 pratiche al palo, a cui si aggiungeranno quelle del centro storico e le prime schede parametriche che stanno arrivando. Queste sono le questioni che attendono una risposta, dal sindaco e da Barca. E sarà fondamentale che il nuovo governo renda disponibili subito le risorse Cipe, altrimenti rimarremo bloccati per altri anni».