Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479



Data: 21/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pd, il deputato Ginoble attacca i malpancisti

In soccorso del coordinatore provinciale Pd, Robert Verrocchio, arriva il deputato rosetano Tommaso Ginoble. Se il primo ha annunciato la sua disponibilità a rimettere il mandato qualora vi fosse la necessità, avanzando al contempo ipotesi di riformismi in merito ad una nuova segreteria più snella e con nuove personalità, l’onorevole da par suo critica aspramente chi in questi giorni si è opposto al coordinatore provinciale: «Ci sono organismi deputati per esternare i propri malumori, chi ha coraggio parli dentro questi consessi». Sui malpancisti dell’ultima ora e anche in riferimento al gesto della Di Pasquale che ha abbandonato la carica in commissione garanzia e vigilanza al Comune di Teramo («un gesto molto mediatico il suo» dirà poi il rosetano), Ginoble riserva metafore marine. «Sulla nave in difficoltà tutti, dal capitano fino all’ultimo dei mozzi, si stringono per raddrizzare le sorti avverse: chi non lo fa non ha la mia stima».
Il Pd potrebbe aprire ai 5stelle sia a livello locale che regionale («non capisco perché non si consolidi subito una certa unione di intenti» spinge Ginoble) «sempre però se hanno voglia di parlare senza vergognarsi» è la sua stilettata rivolta ai grillini. Ma su Facebook la democrazia resta troppo virtuale per lui, «io preferisco fare politica di carne e ossa, annusando e stando sul campo». La sua particolare disamina della sconfitta del Pd a Teramo si articola in tre punti: l’abitudine persa nel fare e gestire opposizione, un Pdl forte in provincia e le lotte interne al suo partito, «e non è un caso che proprio in virtù di quest’ultimo punto mi dicono che sono amato più fuori che all’interno del Pd». Annuncia il suo sì alle primarie per le amministrative 2014 a Piazza Orsini e per le prossime regionali, chiarendo che Legnini e D’Alfonso saranno in lizza in funzione anti-Chiodi, il secondo poi ha per Ginoble la possibilità «di riprendersi la Regione Abruzzo». In Consiglio, il teramano Peppino Di Luca sarà della partita mentre Claudio Ruffini passerà la mano.
Tornando a Robert Verrocchio, il segretario mette fretta ai suoi dirigenti: «Per la scelta dei candidati sindaci e liste nei comuni che andranno al voto questa primavera dovremo ascoltare bene le richieste della società, non possiamo far finta di niente rispetto ai risultati delle ultime elezioni politiche».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it