«Abbiamo consegnato al presidente della Repubblica le nostre riflessioni, che partono da quello che sentiamo venire dal Paese: un'esigenza di governo e di cambiamento. Questi due termini sono inscindibili». Sono state le prime parole del leader del Pd, Pier Luigi Bersani, subito dopo aver incontrato al Quirinale il capo dello Stato. Giorgio Napolitano ha poi dichiarato che comunicherà venerdì le sue decisioni: «Devo riordinare gli appunti e le idee per vedere quali decisioni prendere» dopo le consultazioni. Il segretario del Pd è stato l'ultimo a salire al Colle, intorno alle 18, e l'incontro è durato circa un'ora e mezza. «Noi, il Pd, siamo la prima forza di questo Paese, checché qualcuno dica e siamo la prima coalizione», ha ribadito Bersani sottolineando che il suo partito è «al servizio della governabilità». Il percorso non è semplice, ha detto ancora in conferenza stampa subito dopo l'incontro, quindi «ci affidiamo a Napolitano». Ha indicato poi la necessità di «tempi certi» per la nascita del nuovo governo e la «corresponsabilità di tutte le forze politiche». «Non ho piani B e neanche piani A, spero di poter dare una mano - ha detto chiaramente il leader pd -. Io non metto davanti dei problemi personali. Io sento, e il mio partito sente, di avere una responsabilità da esercitare».
LA «CANDIDATURA» DI GRASSO - «Per l'Italia sono a pronto a tutto». Ha risposto così in mattinata Pietro Grasso, presidente del Senato, alle domande dei giornalisti su un suo eventuale mandato esplorativo da premier. E sulla possibilità di arrivare presto a un esecutivo, aggiunge: «Sono un ottimista per natura». Grasso è poi tornato sul senso delle sue parole:«Un servitore dello Stato non può che essere sempre disponibile, ma questa disponibilità non sia fraintesa come aspirazione diversa da quella di dare tutto l'apporto possibile al Paese in qualità di presidente del Senato».
LE CONSULTAZIONI - Durante le consultazioni con Napolitano, è arrivato il no di Beppe Grillo a ogni alleanza, pure nel caso di Grasso premier (piuttosto, «il governo sia affidato a noi», dice il leader del Movimento 5 Stelle). Da parte di Silvio Berlusconi, invece, apertura a un governo di coalizione con il Partito democratico.