Sentenza di primo grado in attesa del ricorso.
Lei si difende: «Non mi hanno mai fatto lo scontrino»
Il primo giorno al Senato per Paola Pelino (Pdl) si trasforma in incubo. Proprio a palazzo Madama - ricostruisce il quotidiano La Repubblica - le č arrivata la comunicazione della sentenza esecutiva con tanto di ingiunzione di pagamento per un conto da undicimila euro di vestiti mai pagati alla boutique by Gabrielli di Pescara.
I vestiti (non pagati) di Paola Pelino I vestiti (non pagati) di Paola Pelino I vestiti (non pagati) di Paola Pelino I vestiti (non pagati) di Paola Pelino I vestiti (non pagati) di Paola Pelino I vestiti (non pagati) di Paola Pelino
LA VICENDA - La vicenda ora imbarazza anche l'azienda di famiglia, la Confetti Pelino di Sulmona, e sembra coinvolgere anche Gaetano Quagliariello (sua collega nelle file Pdl a palazzo Madama) che in campagna elettorale - scrive Giuseppe Caporale - si sarebbe recato dai titolari del negozio per tentare di trovare una soluzione alternativa a quella giudiziaria. Lei si difende: «Non mi hanno fatto mai lo scontrino», ma la replica della controparte č arrivata immediata, nella quale si sostiene come «le vendite alla senatrice sono avvenute in ossequio alla disciplina tributaria» e che lei solo oggi parla di mancata emissione degli scontrini fiscali, mentre nulla aveva mai eccepito a riguardo, nonostante i diversi solleciti che le erano stati avanzati «tutti ampiamente documentabili». La senatrice ha annunciato comunque ricorso alla sentenza di primo grado.