Oltre due miliardi disponibili per ricostruire tutto il centro storico
L'AQUILA La primavera è arrivata, l'invasione di gru, camion di cemento e operai è ancora un miraggio ma non c'è da disperare: secondo il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca si può guardare con ottimismo all'orizzonte perché c'è un cronoprogramma degli interventi da realizzare in centro storico, grazie al quale sono state organizzate gli obiettivi di spesa coni 2,2 miliardi della delibera Cipe e si sono creati i presupposti per chiedere al governo che verrà nuovi fondi. Delegato dal Governo Monti a seguire da vicino le vicende della ricostruzione il ministro, verosimilmente nell'ultima uscita pubblica con questo ruolo, ieri è stato nel capoluogo e in alcuni borghi del cratere. Nell'aula magna del polo umanistico, di fronte ad una platea di rappresentanti istituzionali e tanti cittadini, Barca si è sbilanciato: «La stima di otto-dieci anni per il completamento della ricostruzione è assolutamente fattibile perché ora abbiamo una programmazione e criteri di priorità». Priorità contenute nel documento presentato alla città dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che aveva parlato di termine della ricostruzione nel 2018. I miliardi Cipe saranno sbloccati ed entreranno nel cosiddetto alveo del principio di cassa e non di competenza (cioè soldi pronti solo su carta) «perché ho inviato al ministro dell’Economia la firma su una variazione di bilancio che verrà fatta nei prossimi giorni» ha detto Barca che si è mostrato critico nei confronti dell'atteggiamento critico «e a volte autolesionistico» di cittadini e rappresentanti delle Istituzioni che alle rassicurazioni e alle promesse hanno smesso di credere da tempo. «Eppure oggi la città ha dimostrato di poter programmare e di dire al Parlamento e al prossimo governo di garantire altre risorse perché quelle disponibili oggi sono già state impegnate. Oggi persino in centro ci sono cantieri che tre mesi fa non c'erano». Nel corso dell'incontro pubblico non sono mancat momenti di contestazione: da parte di alcuni cittadini esasperati dai ritardi per l'avvio dei cantieri e di un dipendente del Comune che ha contestato modalità di svolgimento del cosiddetto concorsone. «Il terremoto non poteva essere la risposta al problema della precarietà per l'Italia» ha risposto Barca con una certa prontezza di spirito. Sulla questione della certezza delle risorse, poi, il sindaco Cialente ha detto la sua: «Dobbiamo poter contare su finanziamenti certi perché alla fine del 2015 l'asse centrale torni alla vita. Nel 2014, poi, inizieremo la ricostruzione delle altre zone del centro storico per terminare nel 2018. Allo stato attuale, perché tutto il comune venga ricostruito definitivamente, servono ancora 7miliardi di euro di cui 6, 1 solo per la Città dell'Aquila. Possiamo farcela, attingendo alla cassa depositi e prestiti, meccanismo tramite il quale lo Stato assume un mutuo riprendendoselo in poco tempo solo con le tasse. Si tratta di una scelta politica, una scelta che io credo assolutamente sostenibile. Oggi abbiamo dimostrato al Paese che i soldi sono finiti, li abbiamo spesi ed ora ne abbiamo bisogno di altri». C'è poi anche chi non si è nascosto nel criticare il metodo Barca. Il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, lo ha scritto in una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una nota polemica in cui viene stigmatizzata la non curanza del governo Monti di fronte ai problemi del Genio Civile, oggi oberato da 1500 pratiche, l'assenza di fondi per la riparazione degli immobili di proprietà dell'Ente e, strettamente collegata, di soldi per coprire i costi dei fitti passivi. Forti critiche, inoltre, al «cancellamento nella delibera Cipe 47/2009 degli 80 milioni per le scuole superiori del cratere». Ma il passaggio più duro è dedicato alla cosiddetta legge Barca. «La Costituzione non parla di Uffici Speciali, al contrario questi ultimi stanno svolgendo vera attività di programmazione. Ma la legge Barca non decretava il ritorno alla ordinarietà? Non doveva finire il commissariamento? Consiglieri Regionali, senatori e deputati abruzzesi se ci siete battete un colpo!! Gentilissimo On.le Sig. Presidente della Repubblica La invito a richiamare, chi di dovere al rispetto della Carta Costituzionale ed a sollecitare chi ne ha la competenza. In caso contrario possiamo affermare che la Costituzione della Repubblica Italiana nella Provincia dell’Aquila non esiste più».