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Pescara, 22/03/2026
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Data: 22/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Ecco lo ’stile Pelino’ Se il guardaroba diventa caso politico

PESCARA «I miei soldi li voglio là dove li posso vedere: tutti appesi nel mio armadio». Paola Pelino deve aver ricordato le parole di Carrie, protagonista della serie tv, Sex and the City, quando ha fatto incetta di abiti e accessori nella boutique pescarese By Gabrielli, dimenticando però di saldare il conto. Proprio come la modaiola Carrie, la passione della parlamentare Pdl sembrano essere i marchi italiani più chic, da Armani a Etro, passando per Moschino e Aspesi. In un solo pomeriggio, la senatrice sulmonese ha acquistato nel negozio di via Nicola Fabrizi, più di 11 mila euro di merce, rinnovando, come dicono i bene informati, l'intero guardaroba invernale e «divertendosi molto nel fare shopping». La notizia è stata ripresa ieri da tg e siti di quotidiani nazionali come Repubblica e Corriere della Sera. Nella lista degli acquisti compaiono tailleur gonna e pantaloni, piumini e cappotti, un abito da cerimonia, borse e accessori. Tutto da consegnare all'hotel Esplanade, dove la senatrice soggiornava e dove avrebbe provveduto a saldare il conto. Era la fine del 2009, e dei soldi neppure l'ombra. La vicenda è così approdata in un'aula di tribunale, in cui la Pelino non si è mai presentata a rendere l'interrogatorio formale. Agli atti, l'elenco e la descrizione dei capi venduti, con annessi prezzi documentati dai cartellini. Alla fine, dopo tre anni da quella giornata di shopping invernale, è arrivata la sentenza. Il tribunale di Pescara in data 28 novembre 2012, ha condannato la senatrice al pagamento della somma di «11 mila 136 euro per la sorte capitale, oltre compensi pari a 2 mila euro, di cui 200 per le spese, e interessi legali». «Le vendite alla senatrice Paola Pelino», si legge in un comunicato degli avvocati Fabio Abbruzzese e Paolo Cacciagrano, legali dei titolari della boutique, «sono avvenute in ossequio alla disciplina tributaria a differenza di quanto affermato dalla stessa, la quale soltanto oggi parla di mancata emissione degli scontrini fiscali, mentre sino ad oggi nulla aveva mai eccepito a riguardo, nonostante i diversi solleciti che le erano stati avanzati, tutti ampiamente documentabili. Nell'incontro tenutosi presso lo spazio elettorale del senatore Gaetano Quagliariello nessuna rappresentante della società nostra cliente ha inveito contro la senatrice a differenza da quanto quest'ultima ha riferito alla stampa. Il senatore Quagliariello», conclude la nota, «non ha mai prestato garanzia all'adempimento del debito della senatrice Pelino». Nel caso di Carrie, c'era sempre Mister Big pronto a saldare il conto.

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