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Pescara, 22/03/2026
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Data: 23/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Code, caos e proteste lo sciopero dei mezzi crea disagi alla città. Ieri giornata infernale per il traffico: tanti disagi per lo stop di bus e metro

Più della metà degli autisti di autobus e tram disertano il lavoro, le metro A, B, B1 e Roma Lido, come pure la Roma Viterbo sono ferme e i romani si ritrovano prigionieri del caos. Lo stop dei mezzi pubblici per 24 ore ha fatto vivere alla città ieri un altro venerdì di passione. Dalla mattina fino al tardo pomeriggio un serpentone di auto immobili attraversa la città. Le fermate restano affollate di passeggeri che aspettano invano un autobus, si passa anche nelle zone a traffico limitato di centro e Trastevere perché i varchi sono aperti, insomma non c'è zona che si salvi. Altrettanto inutile sperare di trovare un parcheggio.
L’ADESIONE
La città è di fatto rimasta bloccata per quasi tutta la giornata a causa dello sciopero del trasporto pubblico indetto dai sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil, Ugl trasporti, Faisa Cisal e Fast, a sostegno del rinnovo del contratto del settore scaduto da cinque anni. Uno sciopero che in realtà i sindacati avevano rinviato ben tre volte dall’inizio della trattativa. Secondo l’azienda Atac l’adesione allo sciopero, tra autisti, amministrativi e macchinisti, è stata del 48 per cento, per Roma Tpl poco più bassa, del 36 per cento. Cifre che non coincidono neppure lontanamente con quelle dei sindacati secondo i quali si è fermato, in media, circa il 75 per cento dei mezzi di trasporto. In particolare l’adesione ha raggiunto l’80 per cento nel personale delle linee periferiche e in quelle del Cotral. Sono rimasti chiusi anche i servizi al pubblico di Agenzia per la mobilità nella sede di piazza degli Archivi all'Eur e il contact center. Dal Numero Unico della mobilità (allo 06.57003), gli utenti hanno avuto esclusivamente le informazioni sul Tpl, perché le risposte sono gestite da un fornitore esterno. Chiuso anche l'info box Termini, è restato aperto, invece, il check point per i pullman a Laurentina e sull’Aurelia.
I DISAGI
Quello di ieri è stato il terzo sciopero dall’inizio dell’anno: il primo risale al 25 gennaio, eppoi ancora il 19 febbraio, allora ad incrociare le braccia furono gli autoferrotranvieri dei servizi urbani e periferici di Roma Tpl e del Consorzio Cotri, oltre ad autisti e macchinisti di Atac spa. I disagi sono cominciati molto presto in città: lo sciopero di ventiquattr’ore è iniziato alle 8,30 ed è ripreso alle 17 per terminare con la fine del servizio. auto a passo d’uomo attorno alla città fin dalle sette del mattino , traffico e ingorghi in pieno centro. In tanti sono stati costretti a raggiungere a piedi la scuola, l’ufficio, il ministero, oltre agli appuntamenti che proprio non si potevano saltare.
Difficilmente i romani dimenticheranno il venerdì appena trascorso. Il caos in strada si è presentato a ondate, spiegano i vigili che parlano di «traffico più intenso del solito», con criticità sui lungotevere, le consolari, le zone intorno al centro (San Giovanni, Appia, Nomentana, viale Manzoni, Muro Torto, Tangenziale). Intasate soprattutto le consolari, Gra, Appia, Tuscolana, Cassia, Casilina, Prenestina, Tiburtina. Ma è davanti ai pochi autobus stracolmi che i romani dimostrano tutta la loro creatività: «Qui lo sciopero è tutti i giorni, di treni ne passano sempre pochissimi», «metro chiusa, bus con il contagocce, il viaggio della speranza è appena cominciato», «è venerdì, certo che c’è sciopero». Per Marco Capparelli, segretario di Cgil Filt trasporti di Roma, «il rinnovo del contratto dopo quasi sei anni è doveroso, come le giuste risorse per fornire a lavoratori e romani un servizio di trasporto pubblico adeguato».

«Armati di pazienza, in giro a piedi»

Lo sciopero del trasporto pubblico locale indetto dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Faisa Cisal contro il mancato rinnovo del contratto nazionale ha mandato la città nel caos fin dalle prime ore della mattina. Lunghe code di auto bloccate sulle vie che portano alla città: via Flaminia, via Cassia, via Salaria, via Cristoforo Colombo. Eppure qualche dissidente allo sciopero c’è stato, come il tram della linea 19 che parte da piazza Risorgimento e arriva fino oltre il Verano. Alle 12.00 la linea era in attesa dei passeggeri. Ciò nonostante non sono mancate le polemiche da parte di chi, ogni giorno, usa i mezzi del trasporto pubblico per muoversi in città. Silvia Novelli abita sulla Tiburtina, prende la metro per andare all’università. «Stamattina è stato il solito inferno del venerdì di sciopero, mi sono armata di santa pazienza e me la sono fatta a piedi». Mirella Utano, invece, è stata molto meno accomodante, è rimasta a casa sbraitando contro l’Atac via internet. Già, perché le proteste più colorite sono arrivate proprio dal web. L’account Twitter dell’azienda del trasporto pubblico è stato preso di mira da tutti quelli che, pur di non saltare una giornata di lavoro, hanno trovato modi alternativi per spostarsi. Andrea di Paola scrive: «Bene Atac, di nuovo mi fai arrivare tardi grazie ai tuoi scioperi». Monica invece alle 19.00 postava: «Cammino in un parco nella totale oscurità per tornare a casa, grazie Atac». Federico Tiberi mette da parte, invece, la calma è suggerisce come solo sugli autobus, strapieni in quelle ore di fasce garantite in un giorno di sciopero, sia doveroso «mettere da parte la buona educazione».

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