Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479



Data: 23/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Pre-incarico a Bersani «Verifichi il sostegno». Napolitano chiede «numeri certi» in Parlamento. Strappo nella procedura Berlusconi pronto all’intesa, ma avverte: nessun governo senza Pdl

ROMA «All’Italia serve un governo nella pienezza dei suoi poteri e l’incarico a Bersani costituisce il primo passo del cammino che dovrà condurci al più presto al raggiungimento dell’obiettivo». Alla fine di un lungo e sofferto braccio di ferro con il Quirinale, il segretario del Pd ottiene l’incarico di provare a formare il nuovo governo. Ma le condizioni che Napolitano detta fanno capire che il cammino non sarà facile. Il capo dello Stato vuole infatti numeri «certi» ed è per questo che non ha assegnato un incarico formale, che avrebbe obbligato Bersani ad andare in aula a cercarsi i voti per la fiducia, ma un incarico esplorativo, un pre-incarico. Il presidente lo spiega al termine del faccia a faccia con una dichiarazione alla stampa che rompe una lunga tradizione. E’ infatti la prima volta che il capo dello Stato si presenta ai giornalisti per spiegare le motivazioni dell’incarico, ancora prima della formalizzazione letta, come da tradizione, dal segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra. «A Pier Luigi Bersani è stato conferito l’incarico di verificare l’esistenza di un sostegno parlamentare certo che consenta la formazione di un governo che abbia la fiducia delle due Camere. Egli mi riferirà appena possibile» spiega Napolitano, che appare teso e sembra voler bacchettare Bersani per il suo rifiuto alle larghe intese con il Pdl e quindi con Berlusconi. «Le difficoltà a procedere verso la grande coalizione, così come richiesto dal centrodestra, sono apparse rilevanti, a causa di profonde e antiche divisioni riesplose con la rottura del novembre 2012» ricorda il presidente, che sembra non voler rinunciare alla larghe intese definite «necessarie» almeno per quanto riguarda il tema delle riforme ma non per la formazione del governo «che potrebbe concludersi anche entro ambiti più caratterizzati e ristretti». Nella lunghissima dichiarazione, Napolitano spiega di aver dato l’incarico a Bersani perché in questo momento è il leader con le maggiori possibilità di successo e questo anche perché l’esito del voto vede il Pd primo partito e il centrosinistra prima coalizione del paese. Ma ce n’è anche per i l Movimento 5 Stelle che ha denunciato lentezze negli adempimenti post-elettorali: «Sono polemiche infondate. Solo ieri si sono costituiti gli uffici di presidenza delle Camere...». Il presidente della Repubblica vuole un governo «nella pienezza dei poteri» e fa capire che se Bersani dovesse fallire, in alternativa alle elezioni anticipate, ci sarebbe il “governo del presidente” di cui in questi giorni tanto si è parlato e che potrebbe nascere sulla base di una «larga coalizione». Bersani, comunque, è pronto a giocarsi il tutto per tutto. «Svolgerò questo incarico con la massima determinazione e anche ricercando quella ponderazione e quell’equilibrio al quale il presidente ha fatto riferimento» dice il segretario del Pd, che non cambia progetto: «Proverò a formare un governo in grado di generare il cambiamento necessario e un percorso di riforma in grado di realizzare aspetti rilevanti di riforma costituzionale e politico elettorale». Bersani oggi incontrerà le forze sociali ma in cima ai suoi pensieri ci sono soprattutto i colloqui con i leder dei partiti che dovrebbero sostenere il governo del cambiamento: «Nell’incontrare le forze politiche cercherò di andarci con le idee piuttosto chiare. Con poche parole ma con delle intenzioni precise sui percorsi di riforma, che dovranno riguardare il sistema politico. E ci andrò, naturalmente, con delle mie idee». Tra quanti giorni il segretario del Pd risalirà al Colle per riferire a Napolitano? «La situazione è complessa. Ci metterò il tempo necessario in una situazione difficile» taglia corto Bersani. Il tentativo è destinato al fallimento? La capogruppo M5S alla Camera, Roberta Lombardi, fa sapere che quando Bersani chiederà di incontrarli, loro risponderanno che la posizione è nota: «Voteremo contro la fiducia». Il Pdl, invece, insiste nel cercare il confronto e Berlusconi ricorda che l’unico governo in grado di garantire la tenuta dei conti pubblici è quello sostenuto da Pdl e Pd: «Senza di noi nessuna maggioranza è possibile, ci sarebbe un salto nel buio. Bersani ne prenda atto». E la Lega? Nei giorni scorsi è molto parlato di un possibile ammorbidimento del Carroccio, che non vuole andare alle elezioni anticipate e sarebbe disposto a consentire una fiducia «tecnica» (cioè uscendo dall’aula) al governo del cambiamento. Ma Roberto Maroni, interrogato in proposito, non risponde.




www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it