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Pescara, 22/03/2026
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Data: 23/03/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Chiusi nei cassetti 258 progetti di legge

PESCARA Lo tsunami grillino scuote il Partito Democratico anche in chiave abruzzese. I consiglieri regionali del partito di Bersani denunciano l'immobilismo della giunta Chiodi e chiedono che si lavori di più e con maggiore efficacia, rispondendo alle necessità dei cittadini. «Occorre un cambio di passo, gli stipendi bisogna guadagnarseli - tuona Camillo D'Alessandro, capogruppo del Pd a palazzo dell'Emiciclo - E' ora che anche la maggioranza comprenda la lezione delle urne e si adegui alle risposte degli elettori». I democratici abruzzesi denunciano una fase di stallo istituzionale, con 258 progetti di legge che giacciono nei cassetti della Regione (62 dal 2009, 65 dal 2010, 62 dal 2011, 63 dal 2012 e 6 dall'inizio di quest'anno). Inoltre elencano i numerosi provvedimenti impugnati dal Governo nazionale: 4 nel 2009, 12 nel 2010, 8 nel 2011, 13 nel 2012 e altri 2 nei primi tre mesi del 2013. «Nel 2010 l'Abruzzo ha raggiunto il record nazionale di leggi impugnate, con una percentuale del 19% e quest'anno è stato addirittura impugnato l'intero bilancio della Regione - prosegue D'Alessandro - Sono sintomi di incompetenza e di approssimazione e vogliamo sia chiaro che noi non c'entriamo nulla con questi scansafatiche, che rubano lo stipendio facendo perdere tempo all'Abruzzo». Parole pesanti come macigni, che i consiglieri regionali del Pd provano a suffragare snocciolando altri dati: negli ultimi 5 anni la stragrande maggioranza dei progetti di legge è stata presentata dai gruppi di opposizione, più precisamente il 76% delle proposte nel 2009, il 71% nel 2010, il 71,5% nel 2011, il 72,1% nel 2012 e il 99,3% nel 2013. «Centinaia di progetti di legge che non vengono in alcun modo affrontati o discussi - rimarca il capogruppo dei democratici - Le proposte si arenano nelle Commissioni, che non sono convocate con regolarità e spesso vengono addirittura rinviate senza affrontare gli argomenti». In alcuni casi si tratta di provvedimenti che hanno una rilevanza notevole per la collettività: la legge urbanistica in materia di pianificazione per il governo del territorio è ferma da 1.320 giorni e quella sull'edilizia regionale da 1.200 giorni; il provvedimento in materia di attività estrattiva è in stand-by da 1.030 giorni e la legge elettorale da 1.000 giorni. Senza contare il piano paesaggistico regionale (840 giorni), le norme in materia di edilizia residenziale e housing sociale (400 giorni) e quelle per la gestione integrata dei rifiuti (110 giorni). Ritardi che inducono gli esponenti democratici a parlare di «scomparsa della maggioranza». D'Alessandro aggiunge al conto anche «una serie di leggi importanti, che sono state approvate ma non hanno mai trovato attuazione, come quella sui consorzi industriali». Il Pd, per invertire la rotta, chiede una svolta di fine legislatura: sul piano dell'organizzazione dei lavori, imponendo al Consiglio regionale di essere attivo 5 giorni su 7 e di riunirsi una volta a settimana (invece delle attuali due volte al mese) e alle Commissioni di operare con maggiore regolarità. E a livello di contenuti, calendarizzando immediatamente alcuni progetti considerati strategici e non più rinviabili, a partire dai provvedimenti in materia di edilizia ed urbanistica, dalla riforma degli enti e dalle proposte su mobilità, trasporti e housing sociale. Gli esponenti democratici, inoltre, esortano la Regione ad approvare al più presto il piano sanitario regionale, ponendo fine alla fase di commissariamento, e a raggiungere velocemente un accordo sulla legge elettorale, anche considerando che i tempi sono particolarmente stretti, dal momento che a giugno inizierà il semestre bianco. «In assenza di risposte adeguate - conclude D'Alessandro - si aggraverà la sfiducia complessiva nei confronti del sistema».

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