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Pescara, 22/03/2026
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23/03/2013
Il Centro
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Irpef regionale, stangata del 27%. In un anno incassati 11 miliardi in più. Allarme Confcommercio: 4,2 milioni di italiani sono poveri |
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ROMA Secondo Confcommercio alla fine dell’anno saranno 4 milioni e 200mila i poveri in Italia. Tartassati da una pressione fiscale ormai al 54,3% del Pil, Prodotto interno lordo che sprofonderà di un altro 1,7%. Poveri, ma lavoratori perché - certifica ancora l’Ufficio studi di Confcommercio - gli italiani lavorano più di tedeschi e francesi, ma producono meno. Poi ci sono le dichiarazione dei redditi, da cui emerge, incredibile, la stangata delle addizionali Irpef regionali: +27% in un anno. La metà dei contribuenti Irpef dichiara al fisco un reddito inferiore ai 15.723 euro lordi, cioè meno di 1.300 euro al mese. E tra loro ci sono 9,7 milioni di cittadini, il 24% di coloro che presentano la dichiarazione dei redditi, che non versano un solo euro di Irpef al fisco. Sono solo 28mila, invece, i Paperoni, con oltre 300mila euro di reddito. Dai dati delle dichiarazioni dello scorso anno (quindi redditi 2011) emerge la chiara evidenza della scarsa fedeltà fiscale degli italiani. Ricchi e poveri. La metà dei contribuenti italiani dichiara un reddito inferiore ai 15.723 euro lordi e il 90% ha un reddito complessivo inferiore ai 35.601 euro lordi. Il divario appare evidente da un rapporto: il 5% dei contribuenti più ricchi possiede il 22,9% del reddito complessivo, pari a quello del 55% dei più poveri. Zero Irpef. Gli italiani che pagano l’Irpef sono il 76% del totale di coloro che inviano la propria dichiarazione all’Erario. Pagano in media 4.820 euro di Irpef a testa. Ma ci sono anche 9,7 milioni di contribuenti italiani che - scritto nel linguaggio fiscale - «hanno imposta netta uguale a zero». In pratica non pagano l’Irpef o per redditi troppo bassi, o perchè abbattono l’imponibile con detrazioni e deduzioni. Autonomi. I lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato (42.280 euro) mentre il reddito medio dei lavoratori dipendenti è di 20.020 euro e quello dei pensionati di 15.520 euro. Il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è invece pari a 18.844 euro: 29.100 euro per le imprese in contabilità ordinaria e 17.480 per quelle a contabilità semplificata. Ma la maggior parte dell’Irpef è versata dal lavoro dipendente (54,5%) e dalle pensioni (il 25,5%) per una percentuale complessiva dell’80%. Il lavoro autonomo contribuisce solo con il 6,7%. Stangata tasse locali. Nel 2012 l’addizionale regionale sull’Irpef ha fruttato 11 miliardi, con un aumento del 27% in un solo anno. L’Irpef comunale 3,4 miliardi (+11%). Cedolare su affitti. Sono stati circa 483.000 (pari al 2,3% di chi dichiara redditi da fabbricati) i contribuenti che hanno scelto la cedolare secca per i redditi d’affitto. L’importo dichiarato è stato in media di 8.370 euro: in testa la provincia di Bolzano (10.090 euro) seguita dalla Liguria (9.660 euro). Ai minimi Molise (4.060) e Basilicata (4.590 euro). Case all’estero. Tanti sono infatti i cittadiniche hanno pagato la nuova imposta sugli immobili all’estero Ivie, che ha fruttato 21 miliardi di euro. Sono invece 71 mila quelli che hanno dichiarato attività finanziarie fuori dai confini nazionali, per un ammontare di 18,5 miliardi, anche questi tassati con una nuova specifica imposta Ivafe.
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