Una volta si diceva dell'Abruzzo che fosse una terra forte e gentile, abitata da un popolo fiero e laborioso, profondamente onesto. Cosa ne è stato di tutto questo patrimonio di valori? È possibile che la mia terra oggi si identifichi con i senatori Razzi e Pelino? L'uno che pensa soltanto al suo vitalizio e l'altra che non pagava chi le fornisce i vestiti. Di quale sortilegio collettivo siamo vittime? Abbiamo affidato la soluzione degli enormi problemi di una regione in declino a persone che sono indegne di sedere tra i banchi del Senato. Le poche volte che accendo la tv e mi sintonizzo su un telegiornale, li vedo sempre intorno al loro capo a dimostrazione di essere fedeli come lo è il cane da compagnia di una vecchia signora incipriata. Eppure noi abruzzesi, votando per il Pdl, ci siamo imprigionati nelle loro icone. Il mio sangue ribolle dalla rabbia perché, da imprenditore della sanità, ma soprattutto da medico, vivo il profondo disagio dei miei concittadini che si trovano a pagare, con la loro salute, lo scempio di questi politici che ancora non hanno capito che la festa è finita ed ora è arrivato il tempo di prendere la ramazza e spazzare via tutte le incrostazioni delle sale dei banchetti. Sono stato sindaco di Avezzano e, sotto la mia amministrazione, quello che era una grande paesone è diventato una vera città. Tutti mi danno il merito di aver "revotecato" anche il modo di pensare ed affrontare le problematiche che una stanca borghesia non riusciva neanche a vedere perché, chiusa nei propri salotti, non riusciva a sentire l'odore delle periferie. Avezzano, e più in generale la Marsica, ha bisogno di un forte impulso alla sua economia e solo costruendo una rete di relazioni tra Ue, Governo, Regione e territorio, si può sperare in giorni migliori. Sindaci, sindacati, Confindustria, associazioni, cittadini, devono potersi parlare per cercare strategie comuni. Piuttosto che rifare il Governo con la destra berlusconiana, è meglio tornare alle elezioni col sorriso di chi ha fede nel suo popolo e in se stesso.Non lo auspico, ma attrezziamoci ad ogni evenienza e, senza paura, gridiamo tutti insieme un catartico: "Dio è con noi", ed anche San Pio.. ».
(*) ex sindaco di Avezzano