Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479



Data: 23/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Metà degli italiani dichiara meno di 15.700 euro. I dati sull’Irpef relativi al 2011: il 90% dei contribuenti non supera i 35.600 euro.

ROMA L’Italia vista dalle dichiarazioni Irpef è un Paese in cui il 90 per cento dei contribuenti dichiara non più di 35.600 euro e il 5 per cento più ricco detiene una quota di reddito superiore a quella del 55 per cento più povero. Insomma un Paese con forte diseguaglianze il cui profilo, però, è con tutta probabilità influenzato anche dall’infedeltà fiscale. In realtà il quadro diffuso dal Dipartimento delle Finanze e relativo all’anno di imposta 2011 (cioè alle dichiarazioni del 2012) non si discosta molto da quello degli anni precedenti. Si conferma tra l’altro la presenza di una amplissima platea di cittadini, circa 9,7 milioni, che non versano nemmeno un euro di imposta: o perché dichiarano meno delle soglie di esenzione (8.000 euro per i lavoratori dipendenti, 4.800 per gli autonomi) o perché la somma dovuta viene azzerata per effetto delle detrazioni.
Nel 2011 c’è stata innanzitutto, rispetto all’anno precedente, una lieve flessione (-0,5 per cento) del numero complessivo dei contribuenti, ossia coloro che o hanno presentato direttamente la dichiarazione, o risultano da quella inviata dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente previdenziale).
L’IMPOSTA VERSATA
Il reddito totale dichiarato è stato pari a 805 miliardi, per un valore medio di 19.655 euro. Rispetto all’anno precedente, l’incremento è rispettivamente dell’1,5 e del 2,1 per cento, sostanzialmente coerente con l’aumento del prodotto interno lordo nominale cresciuto dell’1,7 per cento. Il reddito mediano (indicatore più realistico del reddito medio, perché non è influenzato dai valori molto alti) si è fermato a 15.723 euro: in altre parole la metà degli italiani ha dichiarato non più di questa cifra. Quanto all’imposta versata, ha toccato complessivamente i 152,2 miliardi, per un importo medio di 4.820 euro.
A livello geografico, la Regione con il reddito medio più alto è sempre la Lombardia (23.210 euro) davanti al Lazio (22.160). In fondo alla classifica c’è la Calabria con 14.230 euro. Guardando invece al tipo di reddito dichiarato, svettano i lavoratori autonomi con 42.280 euro. Seguono i lavoratori dipendenti con 20.020, gli imprenditori con 18.844 e i pensionati con 15.520. In tutti i casi si è registrato un aumento rispetto al 2010, anche se di intensità minore per i dipendenti.
Lo scorso anno sono stati dichiarati per la prima volta gli immobili e le attività finanziarie detenuti all’estero, sottoposti a specifiche imposte. Nel caso degli immobili si tratta di circa 100 mila contribuenti, per un valore di circa 21 miliardi. Quanto ai patrimoni finanziari all’estero, i contribuenti interessati sono stati 71 mila, per un importo complessivo di 18,5 miliardi.
GLI INCASSI DEGLI ENTI LOCALI
Infine le addizionali che si pagano insieme all’Irpef. Quella regionale è stata versata per un ammontare di 11 miliardi, con un incremento del 27 per cento rispetto al 2010 che dipende dall’aumento dell’aliquota deciso dal governo con il decreto salva-Italia: l’importo medio per contribuente è stato di 360 euro. Più contenuta la crescita dell’addizionale comunale che valeva 3,4 miliardi (+11 per cento) con un valore medio di 130 euro.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it